Il matrimonio è avvenuto, nessuno ha dichiarato di avere qualcosa in contrario, si è mangiato, bevuto, festeggiato (anche il compleanno della sposa), celebrato un addio al nubilato con tutti i crismi (compresa sbronza della futura signora) e io spero che vivranno felici e contenti come lo sono adesso. A mia madre si è scollato il sandalo appena fuori dalla chiesa, così mi son persa le foto di gruppo. Mia nipote non ha riconosciuto i genitori, così in pompa magna, e le fedi - sull'altare - le ha portate a me invece che a loro. Era prevedibile. L'ho vista ballare sorridente a ritmo dell'organo e sollevare il ditino dicendo ssszia per gran parte della cerimonia, mentre mia madre parlava (proprio per tutto il tempo) con la consuocera. Penso non si siano concentrate nemmeno allo scambio delle fedi, ma quel momento me lo sono perso pure io, lo confesso.
Cinque giorni di full immersion famigliare in cui ho accantonato il resto del mondo, che ora torna a chiedermi (il) conto. La foto qui sopra è stata scattata sabato mattina. Nel vaso c'è una rosa del mio balcone, con dei fiorellini d'ignota natura che hanno preso possesso di uno dei vasi vuoti. Nell'acqua, un residuo misterioso. Dopo una macchia a forma di cuore sul mio copriletto in shantung, è arrivato anche questo segnale da non si sa dove. Forse un augurio da recapitare? Un messaggio? Come dire: l'amore, se non è proprio quello romantico, da qualche parte arriverà.
Avere un blog pubblico è sempre "pericoloso": se non parli di certe cose, ti chiedono perché non lo fai. E se ne parli, non dovevi farlo. Comunque vada qualcuno punterà il dito, e quel poco di spontaneità che vorresti esprimere, svapora nell'aria.

Al volo sul LadyK • 05/05/2008 13:05 •_• commenti (6)

Ora che la settimana del Salone è finita (e sta per iniziare quella del Matrimonio dell'Anno), alla mia colf tocca il doppio lavoro. Siccome però non mi fido di come lavora e voglio essere sempre presente, finisce che l'orario delle pulizie è spostato a tarda sera, quando rientro, riordinando un pezzetto per volta. Quindi, dopo aver svuotato un vecchio mobile e riempito parzialmente quello nuovo, ora rimane da fare... tutto. Tipo trovare una sistemazione definitiva per il vecchio stereo con giradischi (non più la cucina ma la discarica? Non posseggo cantina), pulire i pavimenti, spolverare tutto (anche dove non si vede), liberarsi di qualche mezza dozzina di libri superflui (quelli che tanto non leggerò mai, per dare rilievo a quelli che invece meritano), ecc. Dare insomma un'aria primaverile alla casa, in modo che si impossessi nuovamente di me la voglia di organizzare qualche cena in compagnia (nel senso di: dalle 3 persone in su). Intanto le rose gialle stanno già sbocciando dandomi la solita grande soddisfazione. E grazie a un intruglio a base di aglio, origano, cipolla e prezzemolo (su consiglio di un trafiletto strappato anni fa da qualche giornale ma mai attuato) spruzzato sui boccioli, sono riuscita a tener lontani i pidocchi. Se qualcuno se lo sta chiedendo: nonostante tutto no, le mie rose non puzzano.

Al volo sul LadyK • 24/04/2008 17:35 •_• commenti (5)

Il "travestimento" che prediligo meno è quello della colf di me stessa. Questo personaggio compare tanto più spesso quanto è il tempo che passo fuori casa. Cioé: se ci sto poco, c'è tanto da fare perché i "mestieri" si accumulano. Ergo, sabato mattina la "mia" domestica ha pulito pavimenti (il compito più fastidioso) e bagno, ma non ha fatto in tempo a far la spesa al mercato. Troppo lenta.
Ritrasformata in LadyK, nel pomeriggio ho comprato tre vestiti al Salvagente a prezzi stracciati, tra cui uno nero come quello (bianco) delle più celebri foto di Marilyn. Un altro era quello per l'imminente matrimonio di mio fratello, bocciato però da mia mamma perché troppo colorato/scollato/vistoso (e dire che mi sembrava perfetto). Quindi, sono in grossa crisi.
Dopo una cena leggera, via di nuovo nei panni della domestica per stirare e fare una lavatrice; panni smessi appena in tempo per la seconda parte (privata) della serata. Ma sono un po' gelosa perché la mia colf cucca quasi più di me. Quindi, per punizione, la domenica l'ho spedita al supermercato in tempo limite (l'una meno un quarto) a procurarmi latte, fruttosio, cereali, acqua e caffé. Con l'auto in riserva, per vedere come se la cava in situazioni di stress.
Nel pomeriggio ho sperimentato un nuovo look: vestito del mercato (10 euro spesi benissimo) colorato e sbarazzino, leggins neri e scarpe in vernice bianche (altri 20 euro ben investiti). Il Supereroe ha spalancato gli occhi bofonchiando qualcosa tipo "così non vale", e subito dopo ha esclamato "Ma allora corteggiatori ne hai!". Come spesso mi capita con lui, non ho capito il riferimento (perché l'ha pensato solo in quel momento?) ma non ho osato approfondire.
Resistere alle tentazioni non è il mio forte, e quando varco la soglia del nuovo Coin in V giornate è la rovina. Altri 29 euro se ne sono andati per un paio di deliziosi orecchini con tanto di rossetto rosso pendente. Devo nasconderli bene, altrimenti la mia donna di servizio potrebbe farli sparire (so che le piacciono assai) e dovrei punirla con un doppio turno serale o farle lavare i vetri. Ma non posso, non adesso: le ho dato ferie fino alla settimana prossima.

Al volo sul LadyK • 14/04/2008 17:45 •_• commenti (10)

L'aria torna a soffiare deliziando i sensi, creando incastri felici. Anche se il vestito che ho preso per il matrimonio di mio fratello non va bene, e ho soltanto un weekend (pure se lungo) per cercare qualcos'altro. Ansia. Beatitudine. Ho ritrovato l'agenda persa da almeno due mesi, ma ho "perso" tempo per colpa dei baci. Sarà una settimana piena di cose da vedere e tacchi consumati, forse anche troppo.

Al volo sul LadyK • 14/04/2008 00:16 •_• commenti (3)

Baciare, mentre dietro la schiena si stringe tra le mani un coltello? Non potrei, non è nella mia indole. Io bacio se ne ho voglia. Bacio da cosciente, bacio da ebbra, bacio con trasporto, a volte pure con un pizzico di razionalità, ma senza falsità. Non nascondo la me stessa più dura, non cerco di renderla digeribile attraverso una maschera di zucchero e coloranti. Nessuno, finora, ha potuto dirmi "Tu mi hai illuso". Io posso dire di essere stata illusa, talvolta, ma in gran parte era colpa solo mia. Mia, della mia ostinata cecità.

A volte le cose rotolano scegliendo la direzione che preferiscono, al di là di quel che facciamo. Come un sassolino: basta un'inclinazione iniziale di qualche decimo di grado, impercettibile, a spingerlo decisamente a destra invece che a sinistra, in fondo alla discesa. Se andasse diritto, sarebbe la rarissima eccezione che conferma la regola. Responsabilità. Casualità. Realtà. Ecco, si riduce tutto a questo: la realtà. Non sempre ci sono meriti e colpe, anche se ci sforziamo tanto di cercarle, che rassegnarsi sembra impossibile. Tutte quelle analisi sfiancanti, quei "se tu avessi", quegli "invece", la rabbia, l'acidità, la tristezza, le reazioni incontrollate, a che servono se poi resta l'inconfutabile, nuda realtà?

Il mio cuore batte a ritmo normale. So che può ancora accelerare, in qualunque momento, senza preavviso. So che i miei occhi possono ancora vedere come dietro una lente rosa, ma non come un tempo, non più. Quella K. era giovane e non sentiva alcun dolore nello sfondare le porte con la testa. Chi m'incontra ora, chi mi vuole ora, deve controntarsi con quella che sono oggi, con le pretese e il pragmatismo. Può girarmi intorno, guardarmi da ogni lato, ma prima o poi dovrà affrontare il punto fermo, il lato più crudo. Per trovare la dolcezza, la tenerezza, la disponibilità (che ancora ci sono), bisogna che quel sassolino prenda la direzione giusta. Bisogna sapergli dare un calcio di assestamento, avere gli occhi ben aperti. E per averli "aperti", bisogna non fidarsi soltanto di sé stessi. Ammettere d'esser stati ciechi e ostinati. Esser capaci di umiltà e apertura mentale. E soprattutto, evitare di metterci un piede sopra, a quel sasso.

Al volo sul LadyK • 09/04/2008 12:56 •_• commenti (12)

Sono di nuovo una "dipendente da biglietto da visita". Nella mia azienda non li concedono a tutti, e per me che in nessun modo sono "graduata" è un piccolo riconoscimento. Questo non significa che sto diventando qualcuno, ma che sono utile. Mi sono scordata di farli vedere ad A., che sicuramente avrebbe rivolto la testa e lo sguardo verso l'altro esclamando - in quel suo personalissimo modo tra lo scherno e l'ammirazione - "Ooooooohdedda, sei diventata importante!". Quando partecipiamo a eventi dove i VIP sono assaliti dai fotografi, lui mi dice tutte le volte "Dedda, io voglio che tu diventi come loro, così poi io mi vanto che la mia amica è una diva!". Mi fa sempre ridere questa cosa, anche perché - ovviamente - a lui non importa davvero che succeda, non più di quanto importi a me.

Vado bene anche adesso, ma più si può migliorare, più si può ottenere meglio è. In tutti i sensi: a volte vorrebbe cambiare qualcosa di me, tipo le scarpe, i capelli, la camicia, in certi momenti pure l'umore. Mi vuol bene attraverso quel filtro distorcente che è il suo punto di vista. Come fa un genitore. Mi vorrebbe perfetta secondo il suo gusto, secondo come lui si immagina me, basterebbe qualche piccolo ritocco e... dopo magari non sarebbe ancora abbastanza. Non siamo mai perfetti agli occhi degli altri, mai, per quanto possiamo amarli. Né gli amici, né i parenti, né gli amori (forse loro sì, ma solo per un breve periodo). Mia nipote è perfetta, lo è perché è come un bocciolo di rosa, pieno di possibilità di diventare... qualunque cosa. Ma per gli adulti è diverso, vogliono di più perché sanno che in teoria - in teoria! - si potrebbe. E allora giù coi consigli, cogli avvertimenti, con le pretese, con le sgridate.

E poi mica siamo la stessa persona con tutti. Con ognuno tiriamo fuori un lato diverso, ognuno ci arricchisce, ci cambia, ci stimola. Con tizio si può discutere di letteratura, con caio di arte, con sempronia di scarpe e borsette. Con alcuni (come le mamme o qualche collega) si litiga più volentieri. Ma con nessuno al mondo si può parlare e disquisire di qualsiasi cosa, non esiste, non si può. E con alcune l'armonia è più forte e il tempo passato insieme non è mai abbastanza.

Ci sono amiche con cui riesco ad andare solo al cinema, con altre solo a bere qualcosa, con altre ancora a vedere qualche mostra. Con A. condivido esperienze varie, e alcune sono possibili solo con lui, ma non spaziamo a 360 gradi. Amiamo le occasioni di stare in mezzo alla gente, ci divertono, e più strana è meglio è. Il bello sta nell'osservazione, nella critica, nell'ammirazione del particolare e del coraggio, nella presa in giro spudorata, nel gioco. Io questa cosa riesco a farla solo con lui, solo lui mi trasmette quella leggerezza, necessaria a prendere gli altri e sé stessi con ironia. Non so cosa darei per vedermi da fuori e capire come sono in quei momenti, in qualsiasi momento, con qualsiasi persona. Ma non ha importanza, perché quella è solo una frazione di me: vedrei solo la me stessa - incompleta - che agisce (e si "esibisce") in quell'istante.

Al volo sul LadyK • 02/04/2008 23:35 •_• commenti (5)

Quanti anni ci vogliono prima che il sangue di un alcolista o di un drogato torni "pulito"? Quanto tempo ci vuole prima che il sangue di una single (da lustri) venga almeno parzialmente contaminato da una vaga idea di "coppia"? Soprattutto, riuscirà ad aspettare quel momento di leggero stordimento senza fuggire anzitempo a gambe levate? Più sento certe storie, più mi ascolto, più ne dubito. Eppure potrei sbagliare tutto. Ho un’amica che si è messa in un bel pasticcio, e solo ora si rende conto (ma sarà la volta buona?) che la prigionia non è meglio della solitudine. Parliamo di casi estremi, certo, eppure ogni caso può essere estremo, a modo suo.

Domani compio 41 anni, e mi sento bene. Mi sento forte, autosufficiente, carica, piena di risorse, cinica al punto giusto, indipendente. Carina, nonostante qualche segno di cedimento, la pelle che comincia a diventare sottile e delicata, le prime rughe d’espressione (ma solo sulla fronte). Sì, oggi sono pronta a regalare sorrisi e risate alle persone che adoro. Ma dopodomani potrei sentirmi vecchia, cadente e sola. Gli amici potrebbero non esserci più, o tornare a stare lontani, nelle loro terre d’origine. Il lavoro potrebbe tornare a essere meno entusiasmante di adesso. La mia casa potrebbe starmi stretta. La mia indipendenza potrebbe sembrarmi una gabbia soffocante. Potrebbe.

Eppure. Preoccuparsi del futuro è l’ennesima fregatura della vita.

- Sono un po’ depressa. Per la prima volta nella mia vita, mi sento sopra i quaranta.
- E lo sai perché, tesoro?
- Perché?
- Perché sei sopra i cinquanta!
(da Cuori senza età)

Al volo sul LadyK • 27/03/2008 13:55 •_• commenti (29)

Inaugurazione negozio in zona animata della città. Tre ore in mezzo a vippettini (tronistelli, attorucoli, grandefratelline - anche se belle -, calendarielle, presentatorini, testimonialucci) dai quali solo gli stuzzichini al tonno e salmone possono salvarmi. Attesa sfiancante per poter riprendere la prima uscita di una tal coppia, il motivo per cui sono lì. Come ogni volta, i fotografi mi spingono indietro: non mi ritengono credibile, poiché non brandisco un'attrezzatura ingombrante e professionale come la loro, ma solo la mia piccola fotocamera. Presto avrò una videocamera degna di questo nome, e allora lo vedrete cosa può fare una donna. La giovane attrice è meno antipatica e più dolce di quanto pensassi, così imbarazzata che quasi mi fa tenerezza. Mi confida che tutta quella gente lì per lei la intimidisce e quasi si aggrappa a me. In fondo potrebbe essere mia figlia (come la maggior parte delle ragazze "per cui" lavoro). La nostra marketing manager mi becca con uno spuntino in mano ("Sei sul pezzo?" "Si, di pizza!").

Incontro il solito giornalista di moda amico di A. che incrocio quasi a qualunque evento io vada, che mi presenta una collega completamente folle: non fa altro che abbuffarsi dalle cinque alle otto di sera, epperò è simpatica. Finalmente arriva la mia amica G. (che io chiamo "murata viva" a causa del fidanzato che non la fa mai uscire), anche lei alla sua prima uscita mondana dell'anno. Parliamo per un'oretta, poi mi sposto anch'io in zona limitrofa dove ho una festa a ingresso stampa.

L'altra amica (MaryClear) tarda ad arrivare, fa freddo e ho i piedi a pezzi. A pochi metri dai locali più trendy della zona, dove la milanobene si mette in mostra col bicchiere in mano, c'è un bar "normale". Pure troppo. Talmente piccolo e antiquato da essere fuori luogo. I gestori sono due vecchi scatarranti e malmostosi (più lei che lui), l'unica cliente è una signora distinta che si sta giocando grosse manciate al videopoker. Per guadagnare tempo ordino un cappuccio e lo bevo seduta, leggendo il giornale. La giocatrice è calma ma ostinata; a un certo punto la macchinetta sputa tante monete da 1 euro, mai quanto quelle che la signora ha già perso. Quando esco, il vecchio barista inaspettatamente mi sorride: e dire che ho pure usato il bagno.

Con Mary bevo un rosso da Moscatelli e ci scambiamo gli ultimi gossip. Le donne parlano aprendo continue parentesi, tanto che a dover disegnare i nostri discorsi, sembrerebbero degli alberi genealogici: da ogni parola scaturisce sempre un pensiero collegato. Quando mi racconta della sua relazione con il ragazzo irlandese e della difficoltà del parlare due lingue, le cito una frase letta in un'intervista ad Amélie Nothomb: "La parola è il campo di battaglia dei sentimenti. Paradossalmente parlare lingue diverse è un vantaggio, la difficoltà di comprendersi è dichiarata, abolisce l'illusione di capirsi. In amore ci si fraintende di continuo, ognuno fa riferimento al suo universo emotivo traducendolo sempre in parole inadeguate". Altre parentesi a cascata.

Soggiorniamo un'oretta al party (non degno di nota) per l'uscita del disco di Grignani, poi chiamiamo un taxi. Alla guida c'è una donna (dev'essere la serata) e ascolta senza replicare il nostro blaterare sullo shopping e sul delizioso vestito in viscosa rosso e arancio che la mia amica ha comprato da Mango (motivo per cui stasera non andrò in palestra, di nuovo). "Che simpatica, aspettiamo che entri nel portone" dice la signora (che ha un taglio di capelli molto "moderno"), quando lasciamo Mary sotto casa. Le dico che ho appena letto un articolo sulle donne tassiste. Ne ha sentito parlare e sarebbe curiosa di leggerlo (soprattutto perché parla di una molto odiata dalla categoria). Cosi, quando arriviamo da me salgo, lo strappo da Io Donna e glielo porto. Lei mi ringrazia chiamandomi "gioia" più volte. E che gioia sia.

Al volo sul LadyK • 21/03/2008 14:26 •_• commenti (7)

Madonnachesilenzioc'èstasera
Vivo in una strana città. A volte sembra il centro del mondo, altre volte un deserto di provincia. Mi ero fatta l'idea che ormai le sere migliori per uscire non fossero più quelle del weekend, che il sabato fosse roba da teenager, che la movida brillasse durante la settimana. Poi mi gira di vivere un giovedì movimentato, e l'unico posto dove sembra esserci vita (zona Moscova) è invaso da macchine, quasi una sopra l'altra. Per il resto, anche a setacciare chilometri d'asfalto, tra vetrine di pub e ristoranti, trovo solo gruppi sparuti e locali semivuoti, parcheggi disponibili gratis in zone impensabili (Brera e Sempione), e silenzio inspiegabile. Tempo fa cercavo quel locale storico dove ho trascorso diverse serate a lume di candela con due amiche, facendoci tarocchi e previsioni astrologiche a vicenda, di fronte a un tris di grappe aromatiche. Me lo trovo davanti quasi per caso. La serranda è abbassata e polverosa, l'insegna ("...sentin) è spezzata a metà. All'entrata di ogni bar che si possa vantare anche solo vagamente d'esser trendy, puoi prendere varie tipologie di librettini in cui trovi snocciolati un buon numero di locali, con tanto di descrizione (spesso poco affidabile). Persino il milanese doc fatica a star dietro a chiusure, riaperture, cambi di nome, di luogo e di stile. La proposta sembra infinita, eppure spesso insoddisfacente. Quando devi sceglierne uno, aspettandoti di trovarti a tuo agio, la decisione è ben difficile. Dove va la gente che cerca un punto d'incontro o che vorrebbe incontrarsi? (Magari senza fare la coda e trovando posto a sedere.) Un dilemma che ci rode da lustri. Da quanto tempo Milano è per chi ha già degli amici e non per chi li cerca? E' la diffidenza che ci ha insegnato a non guardare chi abbiamo intorno? Stasera mi hanno invitata al Mono ("non stereo", come puntualizzano i gestori). Sembrerà un tuffo nel passato, nell'infanzia, a me che ho un apparecchio che nemmeno legge più i cd e un giradischi abbandonato da anni dentro a un mobile in cucina. Ma se ci andassi da sola resterei "mono" (una), ne son quasi certa.

Al volo sul LadyK • 14/03/2008 13:10 •_• commenti (13)

Tra le mie varie virtù (nelle quali non compare la modestia) ho scoperto di avere anche la capacità di fare shopping anche col timer, cioé a "tempo determinato". Dover comparire (per lavoro) davanti a un computer ogni ora e mezza non m'impedisce di raggiungere lo Zara più vicino, provare dei jeans larghi come quelli appena visti addosso alla Gerini, pagarli - insieme a una cintura finto Burberry- e tornare al dovere. A raccogliere un (meritato) successo, tra l'altro.
Essere protagonisti assoluti è una cosa, trovarsi al tavolo con altre due primedonne in competizione (che si studiano con costruita disinvoltura) è un'altra. Due galli in un pollaio, e troppo poco pollo in tavola per 6 persone. L'unica è nascondersi nella teglia di tiramisù, e sfamare le bocche ancora spalancate in cerca di cibo con tipologie varie di formaggio. Anche a debita distanza, un rapporto intimo e complice si percepisce a pelle. Tanto quanto pochi centimetri di spazio non possono compensare una relazione non ancora consolidata, basata su fragili squilibri. E non c'è proprio niente da fare (non sul momento), niente che sia utile dire, niente che serva a mascherare: sarà il solito tempo (lento, decisivo, costruttivo) a tirare le somme.
Intanto mia nipote cresce (quasi a dismisura), e ieri mi ha dato il primo, vero bacio sulla guancia. Mi aspetto che ne seguano a catinelle, in un numero talmente esagerato da non riuscire - presto - più a contarli.

NB: Avere un blog pubblico non significa per forza tollerare che il lettore debba farne un uso inadeguato e inopportuno. Ogni parola ha un suo peso a seconda di dove viene appoggiata. Finché restano qui, sono leggere come piume e non fanno male a nessuno, specie a certi animi fin troppo sensibili e ad alcune situazioni sempre in bilico. Chi ha orecchie per sentire (o meglio, occhi per leggere, e testa per capire...) raccolga il mio appello. Chi non ce l'ha, si adegui. Grazie.

Al volo sul LadyK • 10/03/2008 15:00 •_• commenti (19)

Veramente non avrei tempo nemmeno per andare in bagno, ma ve lo voglio raccontare. Oggi ho fatto la sceneggiatrice (si fa per dire) per un video. Che il video sia uno strip è un fattore secondario, come quello che i ragazzi fossero carini (ma troppo giovani, anche se il brasiliano francamente poteva far scordare di avere poco più di 20 anni). Se volete sapere dove va online, provate a guardare StudioAperto (lo so, è un sacrificio) venerdi alle 18.30. Oppure chiedetemelo. E' stata dura, un po' perché ero alla prima esperienza del genere, un po' perché i modelli all'inizio erano un po' "crudi" (eccetto il brasiliano, che sapeva cosa fare). Poi è andato tutto benissimo. Alle due sono tornata in ufficio cotta e con un'altra decina di problemi già pronti ad aspettarmi. E domani sono ospite a quella trasmissione di cui sotto, dove ti fan preparare 5 risposte e magari ti fanno solo una domanda. Venerdi ho organizzato una cena per far conoscere il Supereroe ad A. Grande evento. Se non riesco a prendermi il pomeriggio di ferie per far la spesa e cucinare, saremo costretti a mangiare piadina e formaggio. Giammai, perché gli ospiti sono almeno 5, e venerdi mi arriva pure il tavolo (più grande) con le sedie nuove. Tra due mesi ho l'esame di spagnolo e temo di non saper mettere insieme una frase almeno lievemente elaborata. In compenso, la mia nuova teacher d'inglese mi ha detto che, con un po' di esercizio, potrei essere presa per madrelingua.

Al volo sul LadyK • 05/03/2008 17:26 •_• commenti (18)

Sono mesi ricchi di "prime volte". Magari anche di "ultime volte", ma non importa. Tempo fa dissi una battuta davanti alla mia capa, e lei la colse come idea geniale. Ora la stiamo mettendo in atto: un video. Con dei ragazzi. Belli e giovani. Ho assistito alle trattative per stracciare i prezzi di modelli, regia e postproduzione. Sono coinvolta nel lavoro dell'ufficio stampa (ma lavorano tutti per approssimazione?), che è esterno. Sarò - ovviamente - sul set e dovrò dirigere il tutto. Forse anche mettere un po' di cipria ai modelli. Così, senza esperienza e con le idee ancora piuttosto confuse. Poi c'è il resto del lavoro quotidiano: corsi, riunioni, immagini da cercare, testi da scrivere, spunti da raccogliere, altre interviste e foto da programmare. L'entusiasmo ce l'ho, forse quel che mi manca è qualche ora in più per dormire. La sera, una settimana intera (a parte oggi) di cene fuori. Poi arriva la domenica, e francamente vorrei restare sola. Per sfogliare riviste, scaricarmi in palestra, portarmi avanti coi compiti di spagnolo (avete presente i verbi irregolari?). Ecco perché la mia anima (indole?) è ancora (e sempre* sarà) quella di una single.

* "sempre" e "mai" sono due parole da usare come rafforzativi senza garanzia

Al volo sul LadyK • 28/02/2008 14:07 •_• commenti (15)

Dunque.
Tutto va meglio.
Dopo essere arrivata di nuovo in ritardo per colpa del tram (mentre c'era urgenza che arrivassi puntuale), dopo aver rovesciato il caffé sulla tastiera del Mac (attaccata al mio stupido pc), dopo che la zip dei pantaloni che indosso (seppure mi stiano larghi) ha ceduto, le cose cominciano a girare. Pian piano anche la discussione col Supereroe si è appianata. Tutto sta nel capirsi e prendere le misure: impresa davvero ardua, visto come sono le nostre due teste. È vero, a volte mordo, ma poi ritiro i denti.
Le due fette e mezzo della meravigliosa torta mangiata alla sfilata dell'altra sera non hanno lasciato tracce nella bilancia. La televisione fa apparire la gente migliore di come è, ma Jonathan è altissimo e simpatico. La gente che lavora nella moda continua a divertirmi, ma mai e poi mai m'introdurrei troppo in quell'ambiente. Pietro Paradiso, nonostante l'apparenza, fa cose raffinate. Anche se in quell'hammam c'erano un sacco di uomini in accappatoio. Anche donne. Tutti fighi. Adoro fare "pierraggio", forse perché non è il mio lavoro principale. Adoro fare questo lavoro proprio perché faccio tante cose insieme. Oggi mi sento di nuovo rincuorata. Domani sarò di nuovo video operatrice: mi han detto che con la valigia (pesantissima e scomoda) che contiene l'attrezzatura sono molto sexy.
Non vedo l'ora di mettermi la giacchetta in morbida pelle grigio-argento che ho preso ieri, a soli 49 euro (unico pezzo rimasto, taglia mia: mi stava aspettando). Lo shopping mi dà spesso soddisfazioni, tanto che un certo uomo teme che me ne dia più di lui stesso.

Al volo sul LadyK • 22/02/2008 15:20 •_• commenti (9)

Lo confesso. Sono una donna con un sacco di pazienza, ma non perdo occasione per dire la mia. Le cose le preferisco (fatte) come piacciono a me, e se non è così, spesso fatico ad adeguarmi. Non so se sono dolce, ma con qualcuno riesco a esserlo. Serbo rancore solo per un periodo limitato, e dò sempre una seconda possibilità. Non sopporto l'idea di dover giustificare le mie azioni e i miei movimenti a una persona che non ne è coinvolta (cioé al di fuori di quel determinato ambiente). E questo mi fa venire dei dubbi sulla mia potenzialità di essere membro di una coppia. A volte sono nervosa e isterica, e rivendico il mio diritto a esserlo. Anche antipatica, e incoerente, se è il caso. Anche senza spiegare il perché, visto che a volte un vero motivo (unico) non c'è. A volte esisto solo io, e il mio bisogno di concentrarmi su quello che sto facendo e che voglio fare. A volte sono una. E basta.

Al volo sul LadyK • 19/02/2008 13:53 •_• commenti (14)

È convizione comune tra le donne che sia difficile trovare un uomo decente, oggigiorno. Lo pensavo anche io. Poi, assolutamente non volendo, ne ho incontrato uno che quasi mi trova più attraente quando sono in pigiama coi disegni delle pecore e i capelli arruffati, piuttosto che quando sono in tiro da gran sera. E non è tutto: non mi resiste quando sono in tuta da casa, ama la mia pancia quando si rilassa se sono sdraiata su un lato (cosa che a me invece... beh, lasciamo stare), e considera il mio russare una cosa "simpatica" perché gli conferma la mia presenza al suo fianco. Sì, certo, siamo all'inizio, so benissimo che tutto questo si ritorcerà contro di me, un giorno non tanto lontano, anche se lui dice di no. Comunque, mai portare un tale esemplare di purezza e romanticismo a una festa di moda, emblema della superficialità e dell'effimero (però, che bello). Certe cose vanno fatte solo ed esclusivamente con un'amica "trendy" o con l'amico gay, gente con cui posso condividere la sottile arte di guardare (spiare) e ammirare (ma non cercare di sedurre, cosa che a me non riuscirebbe nemmeno volendo, ma all'amico gay di sicuro) i boni col bicchiere in mano. E criticare l'abbigliamento delle ragazze, o lodarne l'originalità. Il fatto che io guardi un uomo è solitamente un fatto fine a sé stesso, un'azione automatica come mettermi il gloss. (Oddio, non proprio, ma non ditelo in giro). Eppure non è facile far capire a certi elementi (già particolari) che lo scopo finale non è l'abbordaggio, ma un semplice movimento involontario del bulbo oculare. Per fortuna ci sono i free drink, e la sfilata coi ballerini in calzamaglia e il tanga a vista. Il divertimento sta nel cercare di capire chi sta guardando il sedere di chi, tra di loro. Per fortuna poi ci sono i free drink dell'Hollywodmilano.it party, che aiutano a vedere in modo ironico (l'unico possibile) la metropoli da bere, quella che si crede chissachì, cioé prendendola sul serio solo a piccole dosi. E se questo è un divertimento frivolo, non parliamo della mia recente attitudine al comprare t-shirt e jeans nei negozi o reparti più gggiovani. Sarà l'aria di primavera. Prevedo che domani sera sarà la serata clou della settimana, salvo imprevisti (cioé eventi ancora più eclatanti). Stay tuned.

Al volo sul LadyK • 18/02/2008 13:45 •_• commenti (12)

Sarà il barolo, sarà il sonno arretrato, sarà la voglia di credere a braccia che sono lì solo per me. Il tram spinge il suo corpo arancione sulle rotaie, producendo un antico rumore di ferraglia. Io chiudo gli occhi e abbandono la testa su quelle spalle larghe, mentre "ascolto" il suo profumo e il suo calore, che ho imparato a riconoscere e a cercare. Avevo scordato come si fa. Non penso a niente, se non a chiedermi come strapparmi di dosso le spine che mi son cresciute sopra e sotto la pelle, quelle che finora sono servite a proteggermi. Ma adesso non servono. Non con lui. 
Io che ho sempre amato le parole, ora inseguo e decanto la concretezza dei fatti. D'altra parte, quando si ama si corre il rischio di essere traditi. Le parole possono essere imprudenti e scivolose, e se finiscono in mano a gente impreparata a gestirle diventano pericolose. Forse io stessa lo sono. Impreparata. A gestirle. Forse anche ad accogliere quelle che mi ha detto lui: talmente vere, sincere e belle da farmi sciogliere in gola quelle che sto per dire. 
Sto inseguendo la libertà. La libertà di stare con qualcuno e di essere libera insieme a lui. E si è sempre di fronte a qualche scelta. E scegliere significa anche eliminare dal percorso i "piccoli detriti che trasformano un sassolino in una valanga". A voler fare sciocchi paragoni, è come quando si rinuncia ai soprammobili in cristallo se si decide di prendere in casa un gatto. O a smettere di fumare quando si fa un figlio. Non si mettono da parte le cose importanti, quelle che fanno parte di noi stessi, perché sarebbe una censura frustrante e distruttiva. Ma si tenta di evitare le occasioni di caduta. Perché l'idea di non averci provato a fondo mi è sempre pesata. Molto più di un rimorso.

Al volo sul LadyK • 11/02/2008 14:16 •_• commenti (13)

Com'è lungo il percorso per imparare a conoscersi e a comunicare. Comincia dal primo incontro e non finisce più, qualche sfumatura rimane sempre fuori. Quante volte s'inciampa nella rabbia, nello sconforto, nella frustrazione. Una giornata, che parte solare e positiva, può rotolare come una frana portandosi dietro piccoli detriti che trasformano un sassolino in una valanga. Ma anche quella si ferma, prima o poi.
Piccole provocazioni, come se un'entità indefinita volesse mettermi alla prova. R. mi avverte che la sua ragazza ha trovato il mio numero: peggio per lui, che ha rischiato avendo qualcosa da perdere. L. che si "spaccia" per Denzel Washington e cerca di riconquistarmi con la simpatia, ma se non bastava prima, figuriamoci ora. G. che lancia messaggi privi di un perché. Da non crederci che L'uomo del treno sia stato l'unico a capire, finora. Cianfrusaglie, diversivi, tentativi abortiti. E' il passato. Ma la coerenza non è un optional, per me.
Tiro un respiro profondo e qualcosa dentro si muove. Davanti a me, Silvio Muccino (con le gambe incrociate sulla poltrona bianca in pelle di Terrazza Martini) dice "L'amore è un sentimento feroce. Riconoscerlo è un atto di coraggio, bisogna mettersi a nudo". A essere troppo sicuri di sè si rischia di perdere l'altro per strada, ma qualcuno deve pur guardare le indicazioni, la segnaletica, almeno ogni tanto, no? Mi chiedo se sono più brava a perdermi o a fare da copilota, visto che non so leggere le cartine. Non garantisco risultati, ma tanta buona volontà e la voglia di esserci.

Al volo sul LadyK • 07/02/2008 14:14 •_• commenti (5)

C'era una volta, parecchi anni fa, una donna che non sapeva tante cose. Non immaginava che un sentimento può essere anche pragmatico, che un giorno non avrebbe più avuto bisogno di sfondare i portoni a testate, che sarebbero arrivati altri maschi a cambiare la sua vita senza rovinarla del tutto. Non sapeva del ragazzo che l'avrebbe soprannominata Lady, non sapeva che l'amore intenso può trasformarsi in amicizia altrettanto forte, o che l'idea di una vita a due l'avrebbe solleticata di nuovo un po', ma molto piano, per gradi quasi impercettibili. È vero, aveva già conosciuto uomini che in certi giorni sanno essere fragili e sensibili quanto una donna con la SPM, ma non si era davvero legata a loro. Non aveva mai portato una minigonna (e d'altra parte l'avrebbe fatto solo poche volte), né ipotizzato che nella seconda parte della sua - hem - giovinezza avrebbe indossato la taglia ideale. A quei tempi non c'erano gli mp3, i cellulari non erano un oggetto d'uso comune e non stavano neanche nelle tasche del cappotto, e i diari si scrivevano ancora su carta per cui non aiutavano a farti nuovi amici. Credeva che a 40 anni avrebbe fatto carriera, per forza (illusa). D'altra parte era proprio lei che, quando ne aveva 13, credeva che da ventenne avrebbe avuto un figlio. C'era una cosa che quella donna pensava, e pensa ancora adesso: la vita è un'incognita, e come fa le castagnole mia mamma, nessuno mai.

Al volo sul LadyK • 02/02/2008 13:47 •_• commenti (19)

«Com'è che mi hai chiamato, scusa?!», esclama lui incredulo e sorridente, ma comunque poco credibile. «Ho deciso.», risponde lei, tra il risoluto e il compiaciuto, ma comunque petulante, «scusa ma ti chiamo amore!». Non è la realtà, è un film. Uno di quelli che vai a vedere in tre casi: il primo è se hai meno di vent'anni, il secondo se sei parente di uno degli attori, il terzo è per lavoro, se dopo devi fotografare Bova, che in conferenza stampa passa cinque minuti buoni a leggere sms sul cellulare che tiene tra le gambe larghe. E le foto vengono tutte mosse, che quasi quasi ti verrebbe voglia di scattargliene una quando te lo trovi a pochi cm da te nell'atrio del bagno (nota: se è la prima tentazione, stai proprio pensando ad altro). Ma torniamo alla scenetta di cui sopra, pensi che certe cose succedono solo al cinema. Poi una sera sei lì, non in solitudine, ti chiedi "ma io 'sta cosa dove l'ho già sentita?" e magari ti viene un po' da ridere. Quando proprio non sarebbe il caso.
La sofferenza causata da una delusione è tanto bruciante quanto l'affetto che proviamo per la persona che la provoca? L'equazione amore* X = dolore X è discutibile? Parrebbe di no. Se poi si ha la sfortuna di avere un amico tanto egoista e distratto quanto sornione bravo a metterci una pezza con un sorriso e una mossetta, è un gran casino. E intanto l'incazzatura magari è già stata soffocata per mezzo d'un vassoio di chiacchiere, nemmeno abbastanza dolci. Le calorie inutili, le chiamo io, che poi vanno bilanciate con un piatto di fagiolini e un'altra scorpacciata di chiacchiere più buone.
Tre sono le fasi dei saldi: i primi due o tre giorni, in cui si trovano cose che poi scompariranno. Il periodo di mezzo, in cui ci si guarda intorno compricchiando qua e là. Il terzo, in cui l'armadio è ormai pieno ma ci sono occasioni imperdibili (una borsetta a forma di cuore con brillocchi a 20 euro invece di 69? Irresistibile).
Il vento fa diventar pazzi. Anche mia nipote oggi lo sentiva, era lievemente schizofrenica, faceva il girogirotondo da sola abbracciando un giocattolo, batteva sul muro come a cercare un passaggio segreto, si lasciava cadere a terra a ogni capriccio. Uno dei privilegi dell'essere bambini è il non dover giustificare le proprie pazzie e cambi d'umore.

*(qui si parla di amore in senso universale)

Al volo sul LadyK • 27/01/2008 23:24 •_• commenti (28)

Due coppie di genere totalmente diverso ma entrambe bizzarre a modo loro, mangiano tortillas al messicano scambiandosi racconti di terre più o meno lontane (da qui). Si finisce dalla coppia di "stranieri" a bere grappa distillata in casa. Gli altri due si ritrovano, come spesso succedeva mesi prima, ad addormentarsi l'una con la mano sulla guancia dell'altro. Il sabato mattina la sveglia è spontanea ma prematura. Ne approfitto per pulire i vetri, baciati dal sole milanese, che il pomeriggio abbandono per addentrarmi nella fitta nebbia di luoghi... inesplorati. Sbagliando strada e ritrovandola varie volte. Sorprendendomi di me, di qualcosa che dentro ha fatto "clic" in silenzio. A. mi dice "ti vedo cambiata": per me non è così, e poi è impossibile vederlo dal di fuori, e... anche fosse non sono pronta ad ammetterlo. Cambiata sì, negli anni: a guardare certe mie foto, in parte rimpiango di non essere stata allora come adesso. Mentre guardo negli scatti la mia faccia tonda, le gambotte gonfie post sviluppo, i maglioni e le camicie informi dei vent'anni, penso alla sarta di poche ore prima (moderna ma spietata), che impugnando i miei pantaloni a vita altissima dichiara "in pochissime, oltre a lei, se li possono permettere". Poi qualcosa mi spinge a incoraggiare un cambio repentino di programma per la serata. Un paio di sorpassi da cardiopalma affrontati con sorprendente sangue freddo, lo stop a un semaforo in qualche posto in mezzo al niente, immerso nella solita nebbia. Perdesi tra opache insegne luminose e fare una rotonda per circa quaranta volte, prima di essere colta dall'ispirazione di tornare indietro. Finalmente casa, e a casa tutto il resto che aspettavamo. Poi i problemi di A. che sono anche problemi miei, e influenzano - ma non impediscono - un aperitivo che chiude le porte alla domenica. Oggi è di nuovo tutto in salita.

Al volo sul LadyK • 21/01/2008 13:24 •_• commenti (6)

Sì, però ora basta. Almeno per un po'. Ha ragione Lise a non uscire di casa il sabato pomeriggio, per non farsi tentare dai saldi. Solo che io lavoro vicino al centro, per cui è una causa persa. Troppo facile trovare qualcosa di carino e nemmeno troppo scontato. Dire "esco per prendere giusto quel paio di stivaletti rossi a 20 euro" e tornare a casa con un pantalone a vita altissima che ne costa più di 100. E quel meraviglioso anello di Svarowski che è impossibile lasciare in vetrina, che "in fondo un bijoux me lo regalo tutti gli anni"? E quella camicia presa in due colori che tanto costa solo 12 euro? E via così, con lo spirito "finché posso permettermelo, godiamocela", che poi in fondo è giusto così...?

Al volo sul LadyK • 13/01/2008 14:40 •_• commenti (13)

Il primo giorno di saldi (uno dei momenti della vita in cui vorrei essere ubiqua) si è svolto secondo una scaletta già ben rodata. Dopo aver convinto il supereroe che non era una buona idea accompagnarmi nel mio giro (e di questo ha poi ammesso - ieri, dopo un assaggio dell'esperienza in tre negozi diversi - di dovermi sentitamente ringraziare), mi sono alzata a orari d'ufficio per recarmi da Guess. Anche se sono sempre più brava nel fare acquisti senza poi doverli restituire, un vago senso di colpa mi attanaglia una volta superato l'uscio del negozio. Continuo a pensare che all'ingresso trasmettano qualche tipo di subdola comunicazione subliminale (tipo il fischietto a ultrasuoni per i cani) per indurre ad acquisti scriteriati, perché spendo (lì e subito) dal 30 al 50% della cifra stanziata per l'intera operazione-saldi. La cosa strana è che stavolta non ho preso nessuna borsa, la collezione di quest'inverno lasciava molto a desiderare soprattutto per i materiali. Il maglioncino con zip in cotone col 5% di cachemire (e scritta di strass sulla manica) deve per forza di cose diventare il capo passepartout, una cosa che "ah, se l'avessi lasciata sugli scaffali, quanto mi sarei pentita!", perché visto il suo costo (quasi 100 euro) non potrei giustificarlo razionalmente. È che quando vedo un po' di Swarovski non capisco più niente. Da Marilena ho lasciato gli stivaletti dei miei sogni (e un pezzo del mio cuore), per eccesso di scrupolo e mancanza di numero ideale: è vero che a volte mi calza il 39 invece del 40, ma temo che il mio piede sinistro - dopo più di un quarto d'ora su quello spettacolare tacco 10 - avrebbe avuto da ridire. La maratona, ovviamente, continua per tutta la settimana e probabilmente weekend annesso.

Al volo sul LadyK • 07/01/2008 13:35 •_• commenti (11)

Milano è una città che sa essere molto crudele. Ma le rare volte in cui mi trovo a guidare ammirando il suo panorama innevato, trasformato, incantato, mi fa un regalo senza prezzo.

Al volo sul LadyK • 04/01/2008 11:06 •_• commenti (1)

La notte del primo giorno dell'anno sogno la mia casa, e non quella della realtà. Ha pochi mobili, giusto i necessari, e quasi nessun oggetto personale. Sposto il letto, il divano, la libreria, e scopro che così è molto più accogliente e spaziosa. Soddisfatta, invito subito degli amici per sperimentare la nuova disposizione. È allora che scopro che il letto è in bilico su una zona del pavimento un po' inclinata. La soluzione a cui penso è sovrapporre un altro "strato" di pavimentazione a quella esistente. Poi esco per andare al lavoro, ma non so perché non indosso le scarpe e le calze sono anche bucate. Per strada incontro il mio direttore, ed entrambe rimaniamo bloccate a causa di un corteo pubblicitario che promuove Totti e una soubrette. Mi fermo a fare la pipì su un water messo all'esterno di una cabina telefonica, senza tanti scrupoli; un uomo grasso mi guarda con libidine e io quasi ne sono compiaciuta. Quando arrivo al lavoro, i miei colleghi non sono giornalisti, ma dottori somiglianti ai protagonisti di Grey's Anatomy che però hanno fallito l'esame. Poi il sogno cambia ancora, e mi trovo a parlare con A. del mio rapporto con una certa persona. La nostra conversazione è molto intima e piuttosto realistica: somiglia molto a quello che vorrei raccontargli davvero. Lui è più presente del solito, mi ascolta con partecipazione e mi risponde con dolcezza. Anche se è steso sopra un muretto, sotto un sole pallido, e guarda dalla parte opposta alla mia. Stamattina sono tornata a cercare significati, come faccio quelle due-tre volte l'anno che mi succede di sognare una casa. Si parla di voglia di cambiamenti, di trasformazione. E le trasformazioni sono sempre molto lente, graduali, a volte quasi impercettibili. Tutto lascia un segno, che noi riusciamo a vederlo o meno, che noi lo ricordiamo o meno.

Al volo sul LadyK • 02/01/2008 14:04 •_• commenti (5)

"Chi meno ama è il più forte, si sa": ecco una delle verità indiscutibili di tutti i tempi. Il capodanno 2007 sarà un episodio singolare, un evento nell'evento, qualcosa di diverso rispetto agli ultimi (tanti) anni. Sarà una scelta ben precisa, un distacco dal "solito", un piccolo - fragile e instabile - ponte tra il mio passato e il mio presente. Sul mio cellulare diversi panorami vari, alcune foto di A., qualcuna mia, altre di noi due insieme, due del supereroe, tre gatti (anche quelli di Ca), poche di altri amici, ma soprattutto decine di scatti che ritraggono mia nipote. La fotocamera del mio Nokia assiste alla mia storia quotidiana. Per Natale gli ho regalato una nuova cover (uguale a quella vecchia ormai graffiata); poi 2 gb di ram per il mio MacBook e una SD da 2 gb anche per la mia fotocamera. Più spazio hai, più spazio vuoi, e questo vale anche per una casa, la mia in particolare. Trovare spazio per affettuosi omaggi a volte diventa un problema, eccetto che per i cioccolatini. Mi è rimasta voglia di pandoro, che non ho mangiato, nonostante la meringata, la torta di rose (comprata e consumata in preda a un attacco di golosità), il dolce poco lievitato con l'uvetta che ogni regione fa suo e chiama con un nome diverso. Stasera arrivano pure le seadas, direttamente dalla Sardegna e dalle mani abilissime di mA.mma Maria. Oggi mi sento la febbre ma non ce l'ho, sarà che ho dormito poco? Buon 2008 a tutti.

Al volo sul LadyK • 27/12/2007 15:49 •_• commenti (7)

Quasi una dicotomìa, quella in atto nel mio cervello. Il mio corpo chiede ciò che il cuore ancora non recepisce come necessario. Vedo a occhi chiusi, con il tatto e con l'olfatto. Apro gli occhi molto prima della sveglia, proprio come se quella promessa, quel progetto lasciato svaporare nell'aria, dovesse realizzarsi all'istante. Ma è solo rimandato. A parlare, a chiedere, è un'altra "me", forse Ange o forse Demon, a cui non posso ancora cedere le briglie. Per tutte le donne che sono c'è un compito ben preciso, e tutte lavorano operose, diligenti e fedeli a loro stesse. Non c'è punizione per chi sbaglia: un errore si paga già da solo, ma l'insegnamento che ne deriva a volte non ha prezzo.

Al volo sul LadyK • 21/12/2007 14:02 •_• commenti (4)

Un passo indietro ed io già so
di avere torto e non ho più le parole
che muovano il sole

Un passo avanti e il cielo è blue
e tutto il resto non pesa più
come queste tue parole che si muovono sole

Lo strato leggero di neve sulle montagne sembra zucchero filato sopra un pandoro ben cotto. Quando si arriva in alto, a 1.800 metri, il sole mi scalda il viso anche se quasi non sento più le mani. Salire per la prima volta sopra una “gondola”, coi piedi a penzoloni e l’aria in faccia, è una grande emozione. Ammiro il bianco sotto di me, invitante, morbido, senza impronte. Non ho le vertigini. C’è un gran silenzio, un silenzio pacifico, e sento di non avere bisogno di altro. Sto bene così.

Come sempre sei nell'aria sei
tu aria vuoi e mi uccidi
Come sempre sei nell'aria sei
tu aria dai e mi uccidi
Tu come aria in vena sei

Un passo indietro ed ora tu non ridi più
e tra le mani aria stringi
e non trovi le parole
e ci riprovi ancora a muovermi il sole
Ancora un passo un altro ancora

Troppe parole soffocano la fiamma, confondono, appesantiscono, stroncano le intenzioni. Il fumo mi entra nei polmoni. Anche quello dei tronchi incendiati davanti al capannone del party, accesi per scaldarsi. Anche quello delle canne che girano alla festa. La tribù degli snowboarder non ha più di 25 anni e balla su canzoni di Michael Jackson che io ascoltavo da ragazzina, tenendo calcati in testa cappellini in lana multicolore. Mi piace stare tra persone che non conosco, tutte così diverse. Persone che magari non rivedrò nemmeno più. Mi piace partire con a fianco qualcuno che si prenderà cura di me, anche se è pagato per farlo.

Un passo avanti ed ora io non parlo più
e tra le mani stringo
a che servon le parole
amore dai muovimi il sole

Io sono questa e tante altre donne, che convivono in armonia arricchendosi l’un l’altra. E tutte vogliono una dolcezza non stucchevole ma determinata, che brilli al sole come questa neve, come cristalli inafferrabili. Sono il tipo di Ariete che Marco Pesatori descrive nell’oroscopo di questa settimana. Sono una che cede volentieri le briglie, se riconosce un conducente coi fiocchi, uno che saprebbe condurmi in posti meravigliosi senza sbagliare (troppe volte) strada.

Perchè sei nell'aria sei
tu che aria vuoi
ma che aria dai se poi mi uccidi

(Negramaro, “Un passo indietro”)

Al volo sul LadyK • 17/12/2007 13:15 •_• commenti (10)

Sarà retorico e banale, nonché un superfluo spreco di energia, ma trovo che non ci sia un altro momento dell'anno in cui la città è così bella come in questo periodo. Così, addobbata a festa. Certo, è bella in estate, quando l'aria è chiara e gli odori si fanno sentire. È bella al tramonto, è bellissima quando nevica, molto meno quando piove. Però a Natale capita che alzi gli occhi e vedi un palazzo che lampeggia di luci colorate, sei sul tram che ti guardi le scarpe e noti una piazza completamente trasformata, cogli alberi tutti blu che sembrano visioni elettroniche. Poi i mercatini pieni di oggetti inutili a cui non so resistere, che devo toccare, sfidando il freddo che mi costringe a indossare i guanti (col continuo rischio di perderli). Non è una questione di sentimenti natalizi, ma forse di atmosfera sì, per quanto artificiale. Non fa sentire sola e triste, anche quando lo sono. Ho tirato fuori le mie lucine colorate, che tengo in giro per la camera visto che non faccio mai l'albero. Per ora sono sul pavimento. Mi fisso a guardarle quando sono in casa da sola. E anche nei momenti di vuoto interiore, anno dopo anno, siamo sempre io e loro, quasi a contare il tempo che passa. Ogni tanto si spegne una lampadina, ma tutte insieme fanno la stessa luce.

Al volo sul LadyK • 12/12/2007 00:11 •_• commenti (11)

Tempus fugit, e io gli corro dietro. Il lavoro mi sta prendendo la mano (la destra e anche la sinistra). Non riesco più a fare tutto, partecipo a riunioni come una manager, a voce ho responsabilità di un certo livello ma sulla carta tutto ciò non ha ancora un riscontro. Le mie gambe sono paralizzate sotto la sedia per la maggior parte della giornata, e spesso rinuncio anche al caffé delle quattro, che poi la sera faccio fatica a dormire. Devo lottare con gente che non ha voglia di fare sforzi, mentre a me ne chiedono a secchiate. Ho dovuto constatare che con le donne è più difficile trattare: tra femmine ci si graffia. Lo faccio anche io, all'occorrenza mollo anche calci ben mirati, ma sono una persona adorabile e disponibile, a sapermi prendere. Mentre cogli uomini posso fare la voce sexy e lasciarmi un po' corteggiare. Devo dire che finalmente ho imparato a giocare con abilità e leggerezza (ci son voluti 40 anni, ma alla fine i risultati si vedono), e questo mi serve a portare a casa qualche sorriso, oltre alla stanchezza. Questo in ufficio. Mentre se si parla di "rapporti" a due, beh, lì ho ancora qualche strato di gelo da sciogliere. Come far capire a un pazzo e focoso trentenne che una single incallita ha bisogno di tempo per arrivare a compromessi con il resto della sua vita? Ci sto lavorando, ma con estrema cautela. Chi vedrà, racconterà. Per ora meglio mantenere il segreto: chi ci crederebbe che me la faccio con un supereroe?

Al volo sul LadyK • 04/12/2007 13:43 •_• commenti (19)

Da questa settimana scatta l'operazione Salvaguardia del saldo (qui inteso come saldo del conto corrente). Ovvero, l'astinenza da shopping. Tra poco più di un mese iniziano i saldi (quelli veri), quindi nell'attesa risparmio e mi guardo intorno. Sono vietati gli acquisti superflui, eccezion fatta per:

1) Scarpe, se sono quelle dei sogni e costano 30 euro (come i tronchetti rosso bordeaux esattamentecomelivolevoio che una vecchiarda antipatica mi ha soffiato sotto il naso sabato scorso).

2) Colpi di fulmine per capi d'abbigliamento non riassortibili (tipo quelli degli outlet o gli ultimi pezzi di un vecchio arrivo da Zara, dove per "vecchio" s'intende un mese fa), taglia unica, guarda caso la mia.

3) Cosmetica, nel caso di irrinunciabili strumenti di bellezza e prevenzione che non riesco ad ottenere in ufficio al mio solito prezzo di favore, e che siano magari legati a particolari promozioni e omaggi.

4) Calze, guanti, elastici per capelli, regali di natale i cui prezzi non vengano ribassati tra 30 giorni (tipo l'Ipod che mi ha chiesto mio fratello).

La restrizione è particolarmente applicata a stivali, profumi, ombretti e rossetti (ce ne son più nel mio bagno che da Limoni&Limoni), ai vestiti che andrebbero presi apposta per Capodanno e dopo 5 giorni verranno scontati del 70%,

Nel frattempo, approfitto di altre eccezionali fonti di appagamento di cui posso godere in questo periodo. Chi vivrà, vedrà.

Al volo sul LadyK • 29/11/2007 14:15 •_• commenti (11)
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