Dedicato ai palati fini

Non è certo la prima volta che su questo blog si parla di cibo, ma a 'sto giro lo si fa per un motivo nobilissimo e altruista: far conoscere La compagnia dei cavatappi - sito dove è possibile acquistare ogni sorta di ghiottonerie alimentari - e, di conseguenza, far guadagnare alla sottoscritta un bonus di ben 25 euro da spendere in prelibatezze. (E dovreste ringraziarmi, esimi blogger, perché voi tutti potrete fare la stessa cosa seguendo il mio esempio. Le istruzioni le trovate qui.)
E allora, lettori di buona forchetta, addentratevi senza indugio nelle pagine del catalogo: di cosa avete voglia? Una porzione principesca di Prosciutto di San Daniele DOP? Un antipastino misto calabrese? (Lo trovate tra i prodotti tipici, insieme al Bacio al cedro e il Caciocavallo Silano DOP). Della salsiccia stagionata dolce preparata con ingredienti di primissima scelta? Qualcos'altro di sfizioso? Io sono andata a curiosare nel menù delle Conserve di terra, dove ho trovato Carciofi, carciofini e cipolline confezionati in maniere a me finora ignote. Ma - vorremo mica farci mancare qualcosa, vero? - tuffiamoci nel magico mondo dei formaggi: mozzarella di bufala, caciocavallo Silano, caprino di Morano Calabro (che però ooops, oggi è finito!, lo intuisco dal bollino rosso vicino al nome), dove producono anche (e soltanto lì) il pecorino biologico semistagionato. Ma come si fa, se c'è il companatico ma non il pane? Ecco subito pronte 7 varietà di taralli nel relativo reparto. Per ogni regione d'Italia c'è un apposito link, dove trovate anche un'ampia selezione di pregiatissimi vini locali; se volete invece fare un salto oltre lo stivale, ci sono specialità di altri paesi. Non mancano proposte di pasticceria, olio, pasta, caffé, condimenti e persino confezioni regalo. E ora, gradite un digestivo? Un click nel settore Grappe e distillati ed eccoci di fronte a 21 scelte diverse (a me salta all'occhio il Liquore al mirtillo, ma c'è di tutto). Quante cose avete messo nel carrello? Quanto avete speso? Io - di sicuro - più del mio bonus, ma tranquilli: è tutta salute.

Al volo sul LadyK • 30/10/2006 15:12 •_• commenti (13)

Stamattina, dopo che la sveglia è suonata, mi sono riaddormentata mentre spostavo in avanti l'allarme (come sempre) di altri 5 minuti per favore!. Quando ho riaperto gli occhi erano le 9.15. Mi son detta "Se ritardo dev'essere, che sia fino in fondo": invece di saltare la colazione e vestirmi un po' a caso per recuperare tempo, ho fatto le cose con calma e sono arrivata dopo un'ora (agghingata da pirata Dior style).
Ma ci sono altre cose più importanti, nella mia vita, che avrebbero bisogno di essere affrontate fino in fondo. Basta con gli indugi, con l'inespresso, con gli ibridi. "Fino in fondo", questa è la frase del momento, la chiave di tutto. Ora che l'ho capito inizia il difficile.

Al volo sul LadyK • 26/10/2006 14:34 •_• commenti (21)

Sole. Giacchina tipo Chanel, camicia rosa, borsetta Coccinelle, trucco incompleto, calze sbagliate. Il telefono muto. La radio gracchia, i colleghi scrivono. Glamour, Marie Claire, Vanity Fair. Mail incrociate, scrivania stracolma. Buoni propositi, idee. Accozzaglia di pensieri che scontrandosi tra loro scoppiano - annullandosi - come bolle di sapone. Un'altra giornata.

Al volo sul LadyK • 25/10/2006 10:58 •_• commenti (12)

Non va mica tanto bene, eh. Piove, in Islanda hanno riaperto la caccia alle balene e il programma di posta s'impianta impedendomi di cancellare le 40 mail di spam. Per non parlare del sonno e dell'allettante proposta che ho dovuto a malincuore rifiutare per la giornata. Però la mia cucina ora è di un bel giallo caldo, come l'ho sempre desiderata, e il lampadario rosso fuoco fa bella mostra di sé in camera. Se anche questo non fregasse a nessuno, siamo qui apposta: per dire cose quasi inutili, i cui commenti hanno il delizioso valore di uno 'ciao'. Per risvegliarci dal torpore di due giornate in casa a pulire, più una d'imbiancatura, io e il cA.pomastro ieri sera siamo andati al cinema a vedere "La sconosciuta". Per distrazione pensavamo fosse il solito thriller di serie B, invece ci siamo trovati davanti ad un cast stellare e una storia che definire drammaticamente drammatica è poco. Praticamente abbiamo appreso che il regista era Tornatore solo dai titoli di coda. E adesso scusate ma devo tornare al lavoro, che non è cambiato niente rispetto a giovedì: mi tocca ancora questo privilegio.

Al volo sul LadyK • 23/10/2006 11:40 •_• commenti (32)

Senza cambiamenti si muore?

Al volo sul LadyK • 23/10/2006 10:47 •_• commenti (16)

Emily, la collega di Andre@ S@chs in quel film dove Mefistofele veste i panni della Miuccia, si prepara con foga ossessiva e maniacale alle sfilate di Parigi. Ad Andy racconta che sta digiunando da giorni per entrare nei favolosi abiti firmati che l'aspettano, e conclude con qualcosa tipo "Ora mi ci vorrebbe una colite, così perderei gli ultimi chili e sarei a posto!". Non sono ancora sicura che la mia fosse proprio colite, e comunque da venerdi mi è decisamente tornato l'appetito: non faccio altro che comprare (e consumare) dolciumi. Comunque stamattina mi son pesata pigramente, senza grande interesse, e ho dovuto farlo tre o quattro volte perché non usciva mai lo stesso numero. Pare che manchi all'appello circa 1 chilo e mezzo dalla settimana scorsa, e questi sbalzi non smettono mai di stupirmi perché - come sapete - li collego (grazie a una inverosimile e fantascientifica teoria mentale) alle variazioni d'umore, oltre che di liquidi corporei. Quindi, pericolo passato (per ora), ma vietato abbassare la guardia. Allo stadio attuale*, per me meno peso equivale a "via libera con le porcherie per qualche giorno".

A proposito di cibo, segue l'ultima di mia madre.
Mamma: «Dice che c'è un locale dove si mangia e si paga pochissimo..."
Lady (passando mentalmente in rassegna i ristoranti a basso budget che conosce, e chiedendosi cosa importa, visto che sua madre non va al ristorante da anni): «Mmmm... tipo? Chi te l'ha detto?»
Mamma: «Mah, non lo dice Ligabue in quella canzone? Massì, si chiama Eppiauar**!"
Segue spiegazione di cos'è l'happy hour (non una trattoria, bensì l'ora che adesso felice non è più) e di come si è evoluto l'aperitivo a Milano.

Il cibo conta. Voglio dire: la scelta tra un genere di cucina e l'altro (e di conseguenza del ristorante) ti può cambiare la serata. Oggi, per esempio, sarei dovuta andare al Bent°bar con un vecchio amico, e si prospettava un certo tipo di atmosfera: alcool, camerieri gay, insalata di gamberetti e dadini di riso. Invece poi c'è stato un contrattempo e abbiamo virato sulla pizza. Ma qualsiasi cosa va bene, pur di vederci, anche perché dall'ultima volta son passati circa 2 anni. Di lui, il dr Lecter, credo di aver parlato in una delle mie precedenti versioni del blog. I nostri primi contatti avvennero credo una decina d'anni fa, ma in pratica ci siamo scritti molto e visti poco, per la media del tempo trascorso dal nostro fortuito incontro (io inviai un cv alla sua *presunta* società di grafica, e da lì iniziò un lungo scambio epistolare). È una di quelle amicizie che però non si rompono mai, per quanto gli anni passino, anche se capita di rimanere a lungo senza sentirci. Cosa di cui poi, puntualmente, ci pentiamo entrambi esclamando "Ma come abbiamo potuto essere così idioti?!". Questa è una di quelle volte. Data la nostra comune passione per X-Files, e in nome di un rapporto totalmente platonico, ci eravamo soprannominati Mulder & Scully. Poi i due protagonisti del telefilm, verso la fine dell'ultima serie hanno cominciato a scivolare in un rapporto 'ambiguo, così ci siamo buttati su Hannibal e Clarice (non ricordo più perché, ma lui aveva letto i libri sul celebre cannibale e gli erano piaciuti anche più dei film). Promettendo a vicenda che no, niente moine, l'amicizia è sacra (ops, io questo concetto l'ho già sentito da un altro maschio della mia vita). Siccome non abbiamo ancora trovato un ristorante che serva cervello umano, dovremo accontentarci dei Fratelli la bufala. Altrimenti, avrei sicuramente preso un'insalata.


* quello di una giovane (!) donna che ha deciso di godersi le piccole soddisfazioni della vita senza star lì a soppesare troppo i problemucci.

** Essendo mia madre una signora toscana di 70 anni che non ha mai studiato l'inglese, è praticamente impossibile che riesca anche solo a pensare una parola straniera nella sua forma originale.

Al volo sul LadyK • 17/10/2006 14:08 •_• commenti (35)

Ho la colite. Forse. Non è una diagnosi ufficiale perché ieri, invece di andare dal dottore, sono passata a ritirare il mio nuovo lampadario rosso fuoco da montare in camera/area relax (regalo di natale di A.). Comunque i sintomi sono quelli, a partire dal gonfiore addominale. D'altra parte è possibile: esternamente sono troppo calma, da qualche parte le tensioni devono pur sfogarsi. È pur vero che ogni tanto mi mangio le unghie, ma si vede che non basta. Come se non bastasse la vita quotidiana fuori dall'ufficio, sto avendo tre giorni di corsi e riunioni (riunioni in cui è richiesta la mia opinione ma nello stesso tempo metterla in pratica è un'utopia: meglio tacere o creare scompiglio? La sacra via di mezzo verrà raggiunta grazie al gentile e fondamentale contributo del mio fegato).

Per sopravvivere, è necessaria anche una buona dose di "sentimenti positivi". Altrimenti la pelle invecchia, l'espressione si spegne, e per quanto ci si possa curare (maschere, scrub, idratanti) si diventa pian piano un rinsecchito e arido involucro senza senso (né sensorialità). Ognuno si arrangia come può: prendendo a piene mani, elemosinando, grattando sotto la crosta. Quella a cui mi abbevero io è una fontanella talvolta generosa, talvolta otturata da residui di varia natura. Per quanto abbia cercato una soluzione diversa, ancora non ci sono arrivata. È davvero utile chiedersi di continuo cosa si vuole, in ogni campo? Certo, avere degli obiettivi è il primo requisito necessario per avvicinarsi ad essi. Io però spero sempre di sbatterci la testa e venirne illuminata, mentre cammino con la testa per aria.

Al volo sul LadyK • 13/10/2006 13:33 •_• commenti (13)

[Ho sognato di dovermi rifare il seno, e che l'operazione (condotta in modo ben poco professionale) cadeva nel weekend, così rischiavo di rimanere col lavoro fatto a metà per due giorni. Durante la pre-convalescenza mi affacciavo alla finestra: in mezzo a un trafficato incrocio, avevo appoggiato un asciugamano (non chiedetemi perché) con una borsa, una di quelle che porto in ufficio con il cibo, l'agenda e oggetti vari. Un tizio grande e grosso passava e, molto disinvoltamente, me la portava via. La stessa cosa era successa ad una mia amica che, dopo qualche giorno, aveva ricevuto via posta la sua borsa rubata. Anche la mia mi veniva rispedita, e dentro c'erano cose preziose che non ricordavo affatto di averci messo. Appoggiata - metà dentro e metà fuori - trovavo una banconota da 10 euro strappata a metà. Praticamente mi veniva chiesto un riscatto di 5 euro (lo capivo grazie a non so quale ragionamento) per riavere indietro un album di foto che avevo lasciato nella borsa. Il bello è che dentro la suddetta c'erano pezzi da 50 che non erano stati toccati. Sì, un ladro originale ma decisamente poco furbo.]

Al volo sul LadyK • 11/10/2006 11:08 •_• commenti (11)

Sabato pomeriggio volevo comprare un paio di jeans per me e qualcosa per la mia futura nipotina, invece ho preso ben due jeans per la sottoscritta e poi - mannaggia! - è diventato troppo tardi per scegliere qualcosa per Giulia. Fa niente, per lei ho ancora due mesi, invece io chissà quanto ancora durerò. La sera, coi miei nuovi pantaloni spruzzati di strass e i super-mega-sandali brillanti comprati in saldo e mai usati (questa mia non è stata un’estate mondana), in compagnia di uno dei mA.schi più sexy della città, sono andata al Luminal. Dove quattro lupi affamati mi puntavano gli occhi addosso (in faccia: non è incredibile?) mentre mi agitavo libera al ritmo di canzoncine pop. Uno mi si è avvicinato e mi ha chiesto se potevo dargli un bacio “così, per ridere”. Peccato: non ero abbastanza reattiva per rispondere che, se mi avesse baciata, non avrebbe avuto proprio niente da ridere.
Io non posso farci nulla se ho un A.mico che adoro, che mi fa ridere, che mi fa sentire vicina e rispettata, con cui faccio cose che non posso fare con nessun altro, che mi racconta tutto, con cui parlo di tutto, che mi fa sentire meno sola (ma non mi scordo mai di esserlo davvero), che sì, in passato è stato un po’ stronzo, ma ora mi dedica tutte le attenzioni del mondo. Non voglio farci proprio nulla, anzi, ma la mia vita non si ferma per questo, né per nessuno (ma procede grazie a tutti).
Purtroppo sono contro le rinunce, in generale. Quindi poco fa, nonostante i buoni propositi, ho azzannato una (sottile ma consistente) fetta di torta a dodici strati di morbido pan di spagna e crema. Le colleghe generose esistono anche per questo (e le palestre per rimediare alla troppa indulgenza).

Al volo sul LadyK • 09/10/2006 12:09 •_• commenti (12)

Spazio, non-spazio, caos
Ieri notte sognavo ad occhi aperti, infatti non riuscivo a dormire. Immaginavo - desiderandolo ardentemente - un armadio quattro stagioni, in cui riporre ordinatamente le mie cinquanta-o-giù-di-lì magliette e top, per non parlare dei pinocchietti, le gonne, le borse, senza doverli comprimere in sacchetti trasparenti e ammucchiarli dentro uno scatolone (quattro, per la verità) sopra i due armadi in mio possesso. Perché ieri ho messo via un po' di roba troppo estiva, e archiviare le canottiere a ottobre non fa tristezza o malinconia (anche se io porto ancora le maniche corte e i sandali aperti, per carità). Poi ho pensato alle mie due librerie che, affiancate, formano un quadrato di due metri e mezzo per lato e occupano metà parete, e mi sono scoraggiata per l'eventuale fatica di doverne svuotare (e poi di nuovo sistemare) il contenuto. La mia camera è come uno di quei giochi coi tasselli, che devi riformare la figura spostando i quadratini facendoli slittare grazie all'unico spazietto vuoto, avete presente? Ecco, adesso ho uno spazietto vuoto in fondo al letto, e una volta riempito quello la figura non potrò più cambiarla a meno di non sfondare un muro. Sono crollata dal sonno chiedendomi dove avrei messo le nuove scarpe in vernice che ho ordinato la scorsa settimana (mi toccherà sacrificarne un paio più vecchie) e ho immaginato una guerriglia "armata" di tacchi a spillo bellicosi e ostili che si rivoltano contro di me, uscendo dalle scatole dietro la tenda in cucina.

Al volo sul LadyK • 04/10/2006 10:42 •_• commenti (22)

Mi si è gonfiato l'occhio sinistro. Può essere un fattore nervoso o allergico, un colpo d'aria, l'inquinamento, il trucco pesante di ieri sera, un estratto di polpo o di cozza nascosti dentro qualcosa che ho mangiato. Comunque sia è un segnale d'intolleranza, d'inquietudine: il mio corpo sta cercando di parlarmi. E allora, che si fa? Via coi fiori di Bach? Lo so da me cosa mi vuol dire, questo ammasso di carne e ossa lievemente provati dall'età. Lo so, anche se piuttosto che ammetterlo al mondo mi asterrei dal mangiare dolci per un mese, anche se qualcuno l'ha capito ma non sa come farmelo notare senza perdersi in voli pindarici pericolosi e contorti. C'è qualcosa a cui ancora non mi sono del tutto rassegnata, e saltuariamente torna a incidermi le budella con una delicatezza snervante. Me ne rendo conto di più dopo aver bevuto un vodka sour, una dose abbondante di martini bianco, un mojito forte, cosa che ultimamente non succede così spesso, ma ieri sera si. Il problema è che ci sono così tante cose che ignoriamo di noi stessi, che mettiamo a tacere, che abbiamo imbavagliato così bene che finiamo per scordarcene, così ci sembra che sia tutto più o meno a posto. Così tante. E per colpa di questi nodi, oggi mi tocca girare per la città con questi fastidiosi occhiali dalla montatura rossa che m'incidono il naso.

Al volo sul LadyK • 02/10/2006 10:58 •_• commenti (26)
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