I palazzi vicino alle ferrovie sono come piante selvatiche spuntate lì quasi per dispetto. Visti dalla poltrona, sembrano povere case di bambola, allestite alla bell'emeglio, gli stracci grigi stesi fuori ad asciugare. La sfida è sempre individuare il mio condominio per quei due o tre secondi, quando il treno passa da Lambrate. Il trolley è pesante come fossi andata in vacanza una settimana, eppure avrei voluto avere con più jeans e più maglie. A ogni colpo che prende, temo per l'incolumità del barattolo di salsa alle clementine per formaggi (souvenir della pseudo trattoria lounge-chic in cui ho piacevolmente pranzato a Lucca, con due note blogger e un cortese accompagnatore). Riporta alle mie chiacchiere a ruota libera come fossi un po' brilla o drogata: non è il vino, ma la stanchezza. A proteggere la confettura c'è un cuscino a forma di rosa rossa. Ho fatto il pieno di cose buone, di belle facce, di feste e di vetrine. Un party dentro una villa spettacolare su più livelli, impossibile da immaginare a Milano, ma quasi normale nelle campagne di Firenze. I riccioli lunghissimi, forti e quasi rampicanti di una Ca col sorriso stabile e sereno, finalmente. L'iPod si conferma un oggetto di trascurabile importanza nella mia vita; gli amici e il tiramisù, l'esatto contrario. Ad Arezzo ho invece scoperto le gioie dello scaldasonno e dei negozietti di quartiere che riparano tutto per pochi cent. La mia bis-cugina di 4 anni e mezzo mi accoglie con l'abituale entusiasmo: "Vai via, lassaminpase!" (quando sarà grande avrà ancora la "zeppola"?, mi chiedo). Poi rompe il ghiaccio silenziosamente, di nascosto mostra alla nonna le cose che le ho portato e mi sfinisce di giochi fisicamente provanti. Una stillettata di sottile amarezza però mi raggiunge dal nord. Quando due persone sono molto vicine, un colpo di spada ferisce entrambe. Quando gioiscono, la felicità s'irradia da un corpo all'altro. Non mi sono mai vergognata dei sentimenti che provo, e certo non comincerò adesso che li conosco a fondo. Sono pronta a combattere di nuovo al suo fianco. L'odoraccio del PizzaMundial e un'aria tiepida mi sorprendono all'uscita della metrò. Non mi scoraggiano la stanchezza, nè l'acqua troppo tiepida per la doccia, le lavatrici da fare o la macchina da recuperare a due fermate di tram: quest'aria di primavera sembra chiamarmi fuori. Eseguo le incombenze con diligenza, poi tengo fede al rito del giro in centro (per quanto ancora?). Rientro a casa con una camicia color champagne. Mi manca mia nipote, che non vedo da 10 giorni. Queste strade, però, dire non so.

Al volo sul LadyK • 28/02/2007 13:01 •_• commenti (15)

Sono quella che fa un salto fuori a pranzo per comprare un biglietto del treno, non trova nessuna agenzia aperta e finisce per tornare in ufficio con un paio di scarpe nuove. Sono quella che da un mese cerca un paio di scarpe o stivali col tacco basso e ne ha già acquistati tre che vanno da 10 a 13 cm. Sono quella che mangia riso in bianco per non affaticare lo stomaco, e prosegue con palline di carnevale fritte. Sono quella che cancella i files dal desktop del computer, ma che ha la scrivania sempre colma di giornali e ritagli. Sono quella che ritaglia, appunto, materiale su mostre, libri, locali, eventi, e poi si scorda di andarci. Sono quella che quattro mesi fa aveva l'intera seconda serie delle Casalinghe disperate in dvd, ma ancora adesso che in tv hanno già finito di trasmetterla, l'ha vista soltanto a metà. Che donna.

Al volo sul LadyK • 20/02/2007 15:11 •_• commenti (29)

Ho un'amica con la quale - negli ultimi mesi - riesco a comunicare pochissimo. Vederla, ancora meno (ha trovato un fidanzato piuttosto chiuso e geloso, lo dicevo qui tempo fa). Mentre aspetto pazientemente che la nostra amicizia torni ad una condizione "normale", lei mi ha consigliato di scaricare Skype per chattare e avere così sue notizie più di una volta al mese. Stamattina l'ho fatto; mentre sceglievo il nick con cui farmi riconoscere, riflettevo sul grande numero di registrazioni che ho (e abbiamo in molti, credo) sparso in giro per la rete. Ormai per accedere a un qualunque servizio devi essere "loggato", lasciare i tuoi dati, essere riconoscibile. Per citare solo quelli che ricordo - in ordine sparso -, la mia identità è celata dietro a nomignoli su: Splinder (ovviamente), Trenitalia, Posteitaliane, Style.it, Secondamano, Habbo e Secondlife (per lavoro), MySpace (ma non lo uso), YouTube, Worth1000, Ebay, il blog di Grazia (eh), MilanoTonight, Applicando, ImageShack, i corsi della L.E.S., 190.it, Wind.it, il sito della mia banca, StatCounter, iTunes... E mi fermo qui, per motivi di memoria labile. Ogni volta, ricordarmi il nick e la password è un'impresa! Quando avevo solo tre mail già avevo le mie difficoltà, però avevo diligentemente segnato i dati sull'agendina annuale. Siamo tracciati. Già 12 anni fa film come The Net l'avevano preannunciato. I cracker, questi s-conosciuti (no, non quelli del mulino bianco: parlo degli attentatori ai sistemi informatici). Oltre ad essere in balìa dei "ladri d'identità" (che ora setacciano anche i nostri rifiuti cartacei nel bidone della differenziata), rischiamo di trovarci il conto in banca ripulito e le mail spiate a nostra insaputa, o che qualcuno si spacci per noi in chat combinandone di ogni. Che altro? Beh, di essere rintracciati o di rintracciare vecchie conoscenze (più o meno gradite, nel primo caso). Per esempio, di trovare il nostro ex storico nell'elenco di utenti di Skype, come è appena successo a me. Cretina io che ho digitato - per curiosità - il suo nome (ma col cacchio che ci clicco su: ormai gli insulti che gli dedicai ai tempi sono svaporati, non saprei vendicarmi). Pensare che, quando ci siamo lasciati, ancora nessuno dei due aveva il celluare. Preistoria.

Al volo sul LadyK • 16/02/2007 15:58 •_• commenti (14)

Palestra, minestrone, tiramisù, mela, bigodini, maschera per il viso, comicità registrata, chiacchiere al telefono. Aaaah, che meraviglia. Il cuscino a forma di cuore che tengo dietro la schiena mentre guardo la tv a letto, sta mattina era sul pavimento. Io sono anche questo. A una certa età bisognerebbe tenere la risposta in tasca. Sempre pronta, disponibile, pre-confezionata. Farsi sorprendere impreparati può essere fastidioso e scomodo. Domande inopportune tipo "E tu...?", meritano repliche decise e indiscutibili. "Io no.", punto. Guai a lasciar cogliere la seppur minima esitazione nella voce, nel tono, nell'intenzione. Bisogna che la voglia di tornare alla propria tazza di latte coi cereali sia eloquente. A una certa età, dicevo, è persino un dovere, oltre che un conforto. Ammesso di averla, ovvio. In caso contrario, nel frattempo, meglio elaborarne una versione credibile. Servire fredda.

Al volo sul LadyK • 15/02/2007 11:49 •_• commenti (17)

Betty-IN-the-city_2

Al volo sul LadyK • 13/02/2007 17:16 •_• commenti (15)

Betty-IN-the-city_1

Al volo sul LadyK • 12/02/2007 10:53 •_• commenti (9)

In un episodio di Nip/Tuck (si, quello, il mio telefilm preferito, il serial del secolo, apparentemente cinico ma intriso di sentimenti contrastanti) il bellissimo Christian ha un piccolo... incidente durante una delle sue numerosissime session erotiche. La sua partner del momento è allergica alle piume del cuscino che sta abbracciando, e starnutendo si abbatte violentemente con la testa sul naso del chirurgo (che sta disteso sotto di lei). Questo procura a Christian una brutta frattura che per un po' gli deforma il viso. La donna da cui lui crede di aver avuto un figlio (una sex addicted), dopo l'ennesimo litigio, gli sbatte in faccia una frase tipo «Adesso ho capito: la tua evidente bruttezza d'animo sta salendo in superficie, si sta mostrando anche all'esterno, com'è giusto che sia». Ieri sera ho frettolosamente negato un atto di carità a uno sconosciuto che mi ha fermata per strada (chiedeva che comprassi un qualcosa in farmacia per il suo bambino). Più tardi, mentre mi guardavo nello specchio dell'ascensore, per un attimo mi è parso di vedere manifestarsi la mia, e no, non erano le rughe.

Al volo sul LadyK • 09/02/2007 11:14 •_• commenti (8)

Madre Natura (è così che la chiamano, no?) è tanto generosa quanto impietosa, e non concede deroghe. La visita oculistica di ieri ha confermato i miei "timori": sono autorizzata ad acquistare (e utilizzare) il mio primo paio di occhiali da presbite. L'unica consolazione è che la miopia si è finalmente assestata. L'altra sera guardavo Mai dire GF, e uno dei deficienti ospiti della casa derideva una partecipante trentenne, dicendole che ormai la sua età è evidente e il suo fisico non può più competere con quello di una ventenne. Lei si è incazzata e pretendeva dei falsi complimenti; io non gli avrei neppure risposto. Comunque è la cruda verità: il fatto che io non dimostri i miei anni, non significa che non li abbia e che non li senta tutti. A volte mi guardo le mani, ho paura che siano troppo "rugose". Vado in palestra quel tanto che basta per non sentire il mal di schiena e m'incremo dalla testa i piedi, da sempre. Probabilmente le cure che ho sempre riservato al mio viso ora stanno dando i loro frutti, ma non è escluso un futuro crollo improvviso. Ho "terrore" del momento in cui non potrò più permettermi le scollature o gli ombretti perlati, quello sì. Da qui alla menopausa è un attimo. A volte mi viene in mente quel periodo della mia vita in cui ero giovane e bella e nel mio peso forma. Avrei potuto godermela di più e far godere del mio corpo molte più persone, però stavo soffrendo troppo e non ci sono riuscita. A 26 anni hai l'illusione che la pacchia che durerà ancora a lungo, e invece. Però ricordo quanto ero soddisfatta quando m'infilavo in quegli abitini deliziosi e mi guardavo continuamente nelle vetrine. Una sensazione simile a quella che provo da quando, due anni fa, sono rientrata nella 44. Quest'anno (dev'essere un condizionamento psicologico, altrimenti questa puntualità non si spiega) sento che anche il mio armadio ha bisogno di una piccola rivoluzione (e pensare che non ho ancora nemmeno letto il libro della Felicetti): voglio che ci siano solo cose belle, di buona qualità, niente stracci e roba troppo eccentrica. Lasciarsi andare, MAI. Anzi: si sa che più si va avanti più c'è bisogno di cure d'ogni genere. Per imparare a volermi davvero bene e rispettarmi ci ho messo degli anni, però sono piuttosto contenta dei risultati (anche se di lavoro da fare ce n'è ancora molto, soprattutto dentro). È proprio vero che la suddetta Natura è anacronistica: quando siamo al top non abbiamo l'esperienza sufficiente per poterne approfittare al meglio. Ma è giusto e sacrosanto provarci fino alla fine.

Al volo sul LadyK • 07/02/2007 12:19 •_• commenti (13)

"Music makes the people come together"
Quando - ai tempi - mi dicevano che la durata di un cd audio è intorno ai 5 anni, non volevo crederci. Ora che sto convertendo in mp3 la mia collezione di album - hem - "gentilmente condivisi", mi rendo conto che è verissimo: più della metà sono illeggibili. Finiscono così nel cestino compilation "storiche" (che mi hanno tenuto compagnia quando in vacanza ero costretta a portarmi ingombranti lettori cd); lavori di Macy Gray, Sting, Lauren Hill, insomma un po' di tutto, e tutto da ricomprare. Ieri sera sistemavo i miei numerosi cd originali e mi compiacevo di quanto ancora siano coerenti rispetto ai miei gusti attuali (sono una donna decisamente pop, e me ne vanto). La musica è una di quelle cose che non definirei tra le più importanti della mia vita, non consciamente. Eppure quanto è fondamentale, irrinunciabile, onnipresente? Come una seconda pelle... interna.

On air: Music Infernal, Madonna

Al volo sul LadyK • 06/02/2007 13:36 •_• commenti (11)

Sopra: attrezzatura minima vitale per poter cominciare la settimana in grande stile (?). Per la verità, barcollo. Anche se ieri sono entrata in letargo alle 18.00. Mi manca pure un po' il respiro. Sono le undici e mezza e io non sono entrata ancora nel pieno della produzione. Mettere gli occhiali invece delle lenti a contatto mi riduce fuori uso. La lista delle priorità aspetta il mio indispensabile contributo. Sono indietro, persino con me stessa. Aiuto.

Al volo sul LadyK • 05/02/2007 11:38 •_• commenti (6)
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