Il mio X-factor birthday party (fantasioso artificio per non dire quanti anni ho compiuto, ma molti di voi lo sanno) mi è parso all'insegna dell'allegria. Non conta se la sera prima ero sciolta in lacrime, e non per la cifra, ma per le mie solite fragilità riguardo ad un paio di questioni, che invece di guarire sembrano diventare più acute. Però, il 28 marzo 2007 - nonostante fosse un mercoledì, come quando son nata - c'era la maggior parte dei miei amici: quelli di sempre, quelli degli ultimi anni, quelli che potrebbero diventarlo. Sono venuti malgrado la stanchezza, tutti con un pensiero che, anche quando solo rappresentativo, era molto meditato, sentito. Ho ricevuto tanti regali molto belli, incredibilmente azzeccati, luccicanti, intensi. Avevo (avevamo) caldo a causa della temperatura dell'accogliente locale, dell'emozione e della sottoveste (che a tre quarti della serata ho disinvoltamente sfilato da sotto l'apprezzato abito M by Madonna). Ho il ricordo di tanti sguardi sorridenti, gente che ha scoperto il piacere di rivedersi o vedersi per la prima volta, e no so che darei per sapere le opinioni di tutti su tutti. Era la gente che piace a me, ognuno differente dall'altro, con personalità tutte forti e un con un pizzico (in certi casi anche una vagonata) di stravaganza. C'era anche la mia bellissima nipote, che ha fatto un'apparizione da star, e si è mostrata piuttosto a suo agio per essere la sua prima volta in un locale. Come ho detto nei commenti sotto, mi sembrava di essere tornata bambina, per l'attenzione e l'intensità. Ho ancora in mente immagini di un Natale (forse) circondata da un gran numero di splendidi regali, un ricordo sicuramente deformato dalla memoria, ma quello sgabuzzino in miniatura con scopa e attrezzi l'avevo apprezzato davvero. Tra tutte le foto (e non dò certo la colpa a chi le ha fatte) non ce n'è una di me che mi piaccia davvero, in cui mi riconosca, a parte quella in cui spengo le candeline. Spero che la mia amica Picasso abbia rubato con la susa ditigale qualche scatto in cui la mia faccia non sembri gomma sciolta e sovrapposta a rotoletti. Unico inconveniente: una bellissima torta gelato sprecata perché dimenticata dalle cameriere fuori dal freezer, e una multa per lavaggio strade appoggiata sul mio cruscotto, fresca di due minuti al massimo. L'ho sventolata ai vigili ancora in piedi vicino alla loro auto, mentre me ne andavo, ringraziando ironicamente. Ora, quel che è fatto è fatto, ma il "lavoro" è soltanto a metà. È adesso che comincia la vera sfida.

Al volo sul LadyK • 30/03/2007 13:22 •_• commenti (18)

Today on stage

Al volo sul LadyK • 28/03/2007 10:16 •_• commenti (18)

E sommando i numeri dell'anno, il totale fa 23.

Al volo sul LadyK • 27/03/2007 17:42 •_• commenti (8)

C'è qualcosa di peggio che soffrire d'insonnia nei giorni di passaggio all'ora legale? Giorni che tra l'altro coincidono con: una ricorrenza nemmeno tanto trascurabile, una visita improvvisa che ha richiesto il mio tempo, scadenze, pensieri vari, eccitazione, il ciclo mestruale (appena in tempo). Senza contare il tempo di m. che però non m'impedirà d'indossare il vestito a maniche corte (tanto, se servirà, c'è lo splendido scialle che fu di mia zia e ora sembra tanto D&G). Meno male che ci sono gli amici.

Al volo sul LadyK • 26/03/2007 11:02 •_• commenti (27)

Il mio lavoro consiste nel giostrare micro elementi in un microspazio, incastrandoli alla perfezione. Una specie d'opera in miniatura, tra l'arte e la matematica. Taglia una parola qui, stringi lì, ma occhio che poi va a capo là. Per realizzare una pagina, talvolta s'investe più di una giornata. Nel frattempo, in background, distrazioni d'ogni genere mi tentano: la gmail, il blog, i siti di moda, il cellulare, la rivista aperta di fianco a me, il costumino D&G bianco a strisce rosse che mia nipote ha ricevuto ieri, il gusto delle lasagne del pranzo, la dose di dolciumi che ho mangiato ieri e che stasera dovrò smaltire - in minima parte - in palestra, ecc ecc. Senza contare quel leggero stordimento, a volte sintomo d'influenza in arrivo. Roba che domani già sarà differente. Roba che, diciamocelo, a chi importa? La mia produzione professionale ha una data di scadenza che varia da pochi minuti a poche settimane, prima di essere destinata al cestino (quello differenziato per la carta, mi auguro). La maggior parte dei pensieri quotidiani finiscono nel dimenticatoio, in una dimensione parallela dove qualche ultraterrena associazione ecologica avrà senz'altro trovato il modo di riciclarli in energia pulita, e magari utile.

Al volo sul LadyK • 20/03/2007 13:28 •_• commenti (23)

Vento-LadyK: 1-0
Mojito-LadyK: 1-0
Vocina stridula della filippina dirimpettaia al mattino presto-LadyK: 1-0
Lavoro-LadyK: 1-0
[Ho perso quasi contro tutto, ora sto conducendo la mia battaglia contro il mal di gola.]

Al volo sul LadyK • 19/03/2007 10:26 •_• commenti (9)

Troppo clamore per nulla
(Tempo di lettura: 5 minuti)

Appuntamento con A. in corso Italia, altezza imprecisata, per il "gran galà fashion con open bar e special dj set Asia Argento" (come recita l'invito). Sono riuscita a prenotare l'ultimo giorno, nonostante il "tutto esaurito", solo dopo essermi presentata come giornalista (al mio intimo "Evvai! L'esame serve a qualcosa" Montanelli si sarà rigirato nella tomba). Ci sincronizziamo ma io arrivo prima e mi dirigo al n. 21. Riconosco lo stesso "antico edificio religioso trasformato successivamente in spazio poliflunzionale per eventi culturali e mondani" in cui, due anni fa, ho visto un'installazione di Jacopo Foggini per il Salone. Vado ad aspettare A. alla fermata; il timer segnala 3 minuti all'arrivo del 15 che lo sta portando. Li segna per più di 10 minuti. Quando arriva, mi racconta che c'è stato un guasto all'altezza di porta Ludovica, e l'autista del 15 seguente ha ingiustificatamente preso a cazzotti quello del tram davanti, per cause ignote (nervosismo?). La chiesa (ma perché è sconsacrata?) è bellissima anche all'esterno; sostiamo sulle panchine di fronte aspettando l'orario giusto, godendo dell'aria che-sembra-maggio. All'ingresso ci mettono un braccialetto fluorescente, io rosa lui azzurro. Io però lo voglio rosso, così A. lo chiede per me. Anche l'interno è splendido come lo ricordavo, completamente affrescato; ai due lati nicchie con grandi quadri, protette da elaborati balconcini in ferro battuto scuro. Finti capitelli espongono le scarpe (presunte protagoniste dell'evento), con standiste annoiate e sofferenti fin dai primi 5 minuti. Una costruzione al centro ospita i baristi freestyle. Al centro dell'altare, la postazione del dj e un macho muscoloso con tatuaggi che percuote un grande bongo. Via coi free drink: vino rosso per me (scadentissimo, ma ne berrò 3 bicchieri per non far miscugli) e prosecco per A. Ben presto il posto si riempie. Del richiesto "abbigliamento curato" c'è poca traccia: come sempre, tra i più belli ci siamo noi (io maglia nera Guess, longuette nera aderente che parte da sotto il seno, sandali vernice con tacco 12 trasparente Zara. Lui jeans-camicia bianca-scarpe vernice). Metà dei partecipanti è vestita Zara (un abito indossato è stato messo in vendita il giorno stesso). La parola d'ordine è "Già ne lascia" (tradotto per ironia dall'intraducibile sardo Già dilasada, più o meno come dire "C'è di molto meglio"). A. legge sulle labbra di due ragazzi davanti a noi Quello lì è carino. Fuga. Non c'è altro da fare che fare più volte il giro della navata, per tutta la sera. Parlando, sparlando, ballando, ipotizzando cosa fare e come vestirci la sera del 28 marzo. Arriva Asi@ e scoccano i flash. Indossa un tubino nero senza spalline, lungo fino ai piedi, che le fa scomparire il corpo e mette in evidenza solo le spalle. Una nuvola di cipria le ammorbidisce i lineamenti. Dall'altare spuntano i camerieri con vassoi tondi neri. Probabilmente il budget è stato investito per pagare Asia: solo microscopici tartine (cerchietti dal diametro di cm 2 e tramezzini di cm 3 per lato) e singoli asparagi avvolti da un'impercettibile fettina di crudo. Alle otto passate l'appetito è così prepotente che i camerieri sono costretti a sgusciare via alzando i vassoi per evitare gli assalti di decine di mani (prevedere più cibarie visto il calcolato pienone, no?). Una biondina ci squadra dall'alto in basso e mi si avvicina tendendo la mano. Non capisco il suo nome, la musica è troppo alta, ma capisco che è la PR dell'evento. Ci scambiamo dettagli sulle nostre identità, poi scompare per andare a prendere carta e penna e segnarsi i miei dati. Io e A. ci allontaniamo per procacciarci del cibo, tra sguardi curiosi e affamati (non solo di carboidrati). La tipa ci ritrova tra la folla (non so come) scrive in un taccuino ancora bianco, e mi porge il suo biglietto da visita. Sono un po' cotta e m'inceppo mentre le urlo la mail. Al terzo spumantino, A. balla strusciandosi su di me, al quarto mi mette la mano sulla schiena infilandosi (dall'alto) nella gonna. Al quinto canterà sul tram. Mi (si) sgancia una spallina del reggiseno: amen, per fortuna, sta su da solo. L'annunciata sfilata consiste in una quindicina di ragazze che si mettono in fila dietro i balconcini in marmo all'ingresso dell'altare per circa 30 secondi (così le calzature sono impossibili da vedere). Gli organizzatori incitano un "entusiastico applauso". Alle 22,00 non c'è più un bicchiere disponibile e da consumare rimane solo qualche scaglia di grana. L'80% degli invitati è fuori a chiacchierare. Appare l'Ottusangolo del vecchio GF, che parla al cellulare. Entra ed esce. E pure noi. Altra sosta alla panchina, dove mi tocca sentire lo scontatissimo tentativo di broccolamento di tre giovanotti verso le due ragazze sedute di fianco a me, sul tenore di "Ma il tuo braccialetto è di colore diverso dal mio! Vuol dire che potevi prendere più cose da bere?". È ora di tornare a casa. I sandali di Zara mi hanno grattato la pelle con la cuciturina interna, così ho una piccola vescica, ma al 23 ci arrivo. Il tramviere sosta alle fermate per pochi secondi e solo se necessari, così arrivo in un battibaleno. Crollo a letto. A. si addormenterà a casa sua col braccialetto fluorescente ancora al polso. La mia faccia, stamattina, sembrava ciancicata da un alano. Ma con un po' di fondotinta e di ombretto, ho riconquistato l'aspetto di un'orchidea. Selvaggia.

Al volo sul LadyK • 16/03/2007 13:19 •_• commenti (10)

Ho capito che la mia vita sociale ultimamente langue, quando nell'ultimo Vivimilano ho messo post-it non sui locali modaioli di nuova apertura, ma nella sezione "a tavola" per ricordarmi di visitare due o tre negozi di dolci prelibatezze (spacci e cioccolaterie). L'indiscreto strato di lardo depositatosi intorno al mio girovita - che ormai non posso più far finta d'ignorare - non mi fa desistere dalla tentazione. Sì, in palestra ci vado, ma senza giorni fissi. Dopo, mi riposo. La mia energia è sufficiente solo per godermi la maggior parte delle serata a casa. Non faccio che pulire (per necessità), mangiare, guardare la tv, sfogliare riviste di moda. Starò invecchiando? (Ovviamente lo dico per sentirmi dire di "No, assolutamente, ma cosa dici?", però qui lo dico e qui lo nego). Il fatto è che ultimamente ho così poche situazioni di sentirmi viva, e una delle principali è schiacciare tra il palato un bigné o un cannoncino ripieni di crema. Non che me lo conceda spesso. Mi sa che ho di nuovo bisogno di disciplina, anche perché voglio festeggiare il mio compleanno con un'overdose di qualsiasi cosa mi passi per la testa.

Al volo sul LadyK • 14/03/2007 14:29 •_• commenti (19)

Dopodomani festeggio 7 anni qui, alla rivista. Si fa per dire, festeggio. Ce lo diciamo ormai una volta al mese, tra noi, che dopo cinque anni dovrebbe essere di legge l'obbligo di cambiare posto di lavoro (con fior di offerte tra cui scegliere, ovviamente). A meno di forti e convincenti pareri contrari, magari. Qui si tira avanti grazie a tanta ironia e senso del dovere, nonostante le ormai settimanali cadute di stile (dei piani alti) e lo scoraggiamento sempre dietro l'angolo. Per non parlare della ormai sempre più frequente mancanza d'ispirazione. A forza di fare sempre le stesse cose, temo che l'area creativa del mio cervello si stia restringendo, rinsecchendo, fossilizzando, mummificando. Cosa sarei ancora in grado di fare? Me lo chiedo spesso, e non ho una risposta precisa. Poi, siccome ci si racconta che c'è ben di peggio (eccome), non si arriva mai al punto di non ritorno, quello in cui si esplode e si urla "Ora basta!". Io so (e forse l'ho già detto) che tutto quello che non ho lottato per ottenere non l'ho raggiunto. Nessuno mi ha mai regalato niente. Nessuno mi ha offerto grandi occasioni solo per simpatia: sono arrivata qui grazie alla stima di una persona. I primi due anni, la situazione era diversa. Allora sì che ho fatto dei passi avanti. Poi si è fermato tutto, o se non si è fermato è andato avanti a passi di lumaca. Vivo ancora dei "succesi" del passato, per inerzia. Non sarebbe bello se ogni anno succedesse qualcosa che aiuta a progredire, in qualsiasi campo? Eppure io non ricordo nemmeno cosa ha caratterizzato gli ultimi 6 anni. E per la (ultra)millesima volta, sono qui davanti a un piatto di pasta riscaldata al microonde. Ma percettibilmente più vecchia di mille volte fa.

Al volo sul LadyK • 13/03/2007 13:09 •_• commenti (22)

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO: sono finalmente autorizzata ad usare Skype in ufficio. Mi trovate online come LadyK ma col nick di LadyTemporale!

Al volo sul LadyK • 09/03/2007 16:04 •_• commenti (9)

Un gelato nocciola e tiramisù ha tutte le carte in regola per risollevare una breve pausa pranzo? Certo che sì! Specie dopo aver tolto gli occhiali grigio-pessimismo e averne indossato un paio cogli strass. Ho avuto il mio (necessario) sfogo, le scuse, le parole, poi di nuovo l'attenzione, le confidenze e le moìne ("Quando t'incazzi sei troppo figa!"). Mi stupisco ogni volta di quanto questa situazione mi renda vulnerabile. Come potessi sbriciolarmi e disperdermi nell'aria. Ma per stavolta è andata. Così, con l'animo più leggero, ho provato imponenti sandali in vernice con tacco trasparente che sono diventati il mio prossimo must have, insieme a nuove borse. Ho i capelli elettrici e indisciplinati che mi danno un'aria da strega, sottolineata dal vestito nero aderente (con scollo generoso, però). Non c'è d'aver paura di me (ad avere la coscienza pulita, ovviamente): lo racconta chiaramente la mia borsa coi cuoricini.

Al volo sul LadyK • 08/03/2007 15:08 •_• commenti (13)

Caccia al particolare

Al volo sul LadyK • 07/03/2007 16:44 •_• commenti (10)

Ok, basta, di che parliamo adesso?

Al volo sul LadyK • 07/03/2007 14:20 •_• commenti (14)

Oggi sono incazzata. Davvero. Di nuovo. Amaramente incazzata, il che significa che non sono disposta a perdonare così, senza ottenere una giustificazione e un'ammissione di colpa. Si, ho bisogno di questo, e ho bisogno di ricordarmi di come mi sto sentendo, per la prossima volta. Perché è già successo e non sono riuscita a prevederlo, a prevenirlo, a capire il giochetto in anticipo. Sono nella fase in cui mi sento più forte io. Non è incredibile, come certi eventi si svolgano sempre nello stesso identico modo? Un gioco delle parti ripetitivo, uno schema fisso, che non funziona e provoca dolore e sentimenti negativi, eppure si ripropone. Il ghigno diabolico che ho dipinto sulla faccia non mi dona, ma non riesco a fare a meno d'indossarlo. Almeno per qualche ora.

Al volo sul LadyK • 07/03/2007 11:58 •_• commenti (5)

Sono giorni che ho dentro amarezza e solitudine. Non è un caso. Ogni volta che per qualche motivo mi allontano da lui mi sento così, ma ora ci sono un paio di ragioni in più. La splendida domenica di sole (dopo un post colazione inusuale e il pranzo in famiglia) l'ho passata a pensare e pulire, dopo un salto al Brico per procurarmi 5 kg di vernice verde per il bagno. Ho persino accarezzato l'idea di andare al cinema da sola, poi ho rimandato. Ho cominciato a star meglio ieri sera, dopo la palestra, mentre mi facevo la piega davanti alla tv e sentivo il mio corpo rafforzato dagli esercizi. Rimane questo addome d'un gonfiore rigido, come gravido di tensioni irrisolte e di respiri abortiti. Sto pensando a una o più soluzioni per riorganizzare parte della mia vita, tentare di riscoprire cosa volevo una volta. Vedo il mio viso e il mio corpo cambiati, mi sento fuori tempo, ormai ho preso una strada differente mentre gli altri erano fermi all'autogrill. Tutti quei piacevoli riti solitari, che si fanno per "prendersi cura di sé", in questo periodo mi sembrano un triste prologo a quello che sarà la mia quotidianità da qui in avanti. Ho scoperto un pizzico di meticolosità in più nei miei gesti più semplici (lavare un piatto, pulire i vetri, innaffiare una pianta), e mi sono chiesta se gli anziani sono più distratti oppure se si attaccano a queste azioni rassicuranti come uno sforzo di rimanere aggrappati alla vita.

Al volo sul LadyK • 06/03/2007 11:45 •_• commenti (15)

«...Ma ora basta, non voglio coinvolgerti nei miei problemi. Tu hai la tua vita tranquilla...» Sono giorni che m'interrogo sui significati reconditi di questa frase che mi è stata rivolta. Mica per niente, ma detta da una persona instabile, che rifugge la staticità, che s'annoia alla velocità della luce, ch'evade appena può da qualunque luogo e situazione, che non disdegna l'avventura e l'imprevisto, mi sembra quasi una sorta di... compatimento. Esasperando la cosa, naturalmente. Che se anche avessi una vita "tranquilla" (ma chi ce l'ha?), mi verrebbe voglia di scambiarla con una "spericolata", così, per ripicca. È proprio vero che non siamo mai soddisfatti.

Al volo sul LadyK • 05/03/2007 10:22 •_• commenti (14)

Every time we say goodbye I die a little/ Every time we say goodbye I wonder why a little/ Why the gods above me who must be in the know/ Think so little of me they allow you to go/ When you're near there's such an air of spring about it/ I can hear a lark somewhere waiting to sing about it/ There's no love song finer/ But how strange the change from major to minor/ Ev'ry time we say goodbye(On air: Simply Red)

Al volo sul LadyK • 02/03/2007 14:41 •_• commenti (15)
Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons License.