Mettiamola così: ci è piovuto sopra. Ai conflitti, alle incomprensioni, alle tensioni. Ne è passata di acqua sotto i ponti (e anche sopra), in pochi giorni, talmente tanta che ha fatto straripare i tombini. E allora quasi tutte le scorie sono state trascinate dalla corrente, finendo in chissà quale punto della città, altrove, via da qui. Non parliamone più, per ora, fino alla prossima volta. C'ho così tanto da fare, da pensare: sto costruendo il mio futuro professionale, la mia nuova immagine, il mio portfolio. E poi 'sti cambiamenti improvvisi, confusi, che coinvolgono un po' tutti quanti. Mica ho tempo per scrivere sul libro nero. E allora via, verso nuove avventure. Quando non so come vestirmi e non ho il tempo per studiarci su, opto per il sempre affidabile nero. Un paio di scarpe alte, una collana e via. Che poi, l'altra sera, bella figura ho fatto: all'entrata del Fornarina Beauty Show avevano messo delle casse di legno - con le assi troppo distanziate tra loro - per superare una profonda pozzanghera. Naturalmente, scivolando, ci ho infilato tutto il piede con la scarpa di pelle. Inconvenienti del mestiere. Disinvoltamente, ho trascinato il mio arto inferiore zuppo nell'area Vip, dove non ho neanche sfruttato l'open bar perché ero sola e dovevo guidare. Questa è la mia nuova vita, ma si dovrà adattare alla vecchia persona che sono. Perché in fondo a me è sempre piaciuta.

Al volo sul LadyK • 28/09/2007 13:03 •_• commenti (6)

Ultimamente mi basta dire la cosa più sbagliata che mi possa uscir di bocca in un determinato momento, a farmi sentire in colpa per l'intera giornata (o anche per due). Ed è successo più volte. Cerco la leggerezza, la cerco e non la trovo. A volte il dolore sembra superato, trasformato, invece rispunta fuori con la sua solita, vecchia faccia e chiede il conto. Per consolarmi penso a mia nipote, in piedi, aggrappata alla sedia, che ride a crepapelle per il rumore che fanno le mie dita grattando la stoffa del cuscino.
Poi penso che alla fine anche gli attriti più forti si dissolveranno, come è già successo in passato, e che per forza dobbiamo trovare tutti la nostra strada. Anche se c'è chi continua a camminare per lungo, lunghissimo tempo, senza riuscire a prendere una decisione. Evidentemente, la mia (strada) è lastricata di negozi e mi fermo di continuo a guardare le vetrine. Ecco perché ci metto tanto.
Si, mi perdo tra i nuovi modelli di scarpe, i colori delle borse, le gonne dalle forme bizzarre, i cosmetici appena usciti. Mi chiedo cosa metterò alle prossime feste, per non sembrare quella che sono - una che nel quadrilatero della moda non ha mai preso nemmeno un caffè - ma fare comunque bella figura. È un mondo lastricato di tentazioni, per chi sa coglierle (io di certo). La vita è nascosta da tutto ciò che si fa per distrarsi, oppure è la distrazione stessa?

Al volo sul LadyK • 24/09/2007 13:08 •_• commenti (24)

Stanotte non riuscivo ad addormentarmi. Ho fatto un lungo sogno pieno di astio e negatività, un sogno chiaro e semplice, dove non c'era proprio nulla da interpretare: era solo una possibile versione della realtà. Non è solo per quello che ho fatto, ma anche per quello che non sono riuscita a evitare e per quello che ho subito. Nel mio sogno c'era persino una padella con del cibo lasciata sul fuoco tutta la notte. Niente di grave, comunque, niente che non si possa cancellare con un sorriso convinto e un po' di creatività. Anche se un po' di magone rimane. Così penso alla signora di ieri, in piedi sul 23, appoggiata al suo bastone. Io di solito, appena appoggio il culo sulla panca, mi butto su un giornale o una rivista e non vedo (non guardo) quasi mai chi ho intorno. A meno che non ci sia posto a sedere. Lo so che il percorso può essere differente ogni giorno, anche se è il medesimo, ma cerco di "recuperare" il tempo che ora mi manca in ufficio, per informarmi. Dunque, dicevo. La donna di fianco a lei (e a me) le ha chiesto se voleva sedersi. Lei ha risposto gentilmente "Grazie, ma mi han detto che nella terza età si cresce, e allora... io sto in piedi!". Le due attaccano bottone e viene fuori che la donna col bastone ha 88 anni. Vi giuro, non ne dimostra più di 65. Ha la pelle sottile e delicata da donna "matura" e gli occhi gelatinosi tipici degli anziani, quello si, ma mostra pochissime rughe (ma è evidente che nessun chirurgo ha mai messo le mani sul suo viso). Ma soprattutto, sorride serenamente. Racconta con leggerezza che è divorziata da parecchio, ma che sta benissimo con se stessa e non sente la solitudine. Altre due persone s'interessano alle sue piacevoli chiacchiere, e anche io, mentre scendo alla mia fermata, non posso fare a meno di guardarla e sorridere mentre la ascolto. Qualcuno le chiede se va ancora a ballare, ma lei dice che preferisce ascoltare mazurche e tanghi alla radio, a casa, perché di solito gli uomini tentano subito un approccio troppo... fisico, e lei non ci tiene a spiegare a tutti che non le interessa. Quella non è solo una donna che ha vinto la lotteria col DNA. È una di quelle persone a cui mi verrebbe voglia di chiedere il numero di telefono, di frequentare, di parlare. Una di quelle persone a cui vorrei assomigliare tra qualche decina d'anni.

Al volo sul LadyK • 20/09/2007 12:52 •_• commenti (9)

Quando anche l'uomo che incondizionatamente (e del tutto inutilmente) mi ha sempre amata in qualsiasi modo (grassa, magra, gentile, scazzata) mi scruta da dietro ed esclama, puntando il dito "Ti sta crescendo il culo"; quando i pinocchietti che mi stavano grandi superano l'esame "Rimandati all'estate prossima" senza finire nella busta per la Caritas; quando anche il mio vicino ultrasettantenne, vedendomi fare le scale a piedi, esordisce con un "Ah, vuole fare ginnastica? In effetti si è un po' ingrassata!", è proprio il momento di rimettersi in regola. Nonostante i tre aderentissimi jeans neri che ho comprato la settimana scorsa siano indiscutibilmente della mia taglia, sempre la stessa da tempo (ci ha pensato mia zia a dire alla mia scandalizzata mamma - incaricata di farmi gli orli - che deve aggiungere 4 alla misura indicata), la mia genitrice insiste a dire che secondo lei mi devo alzare mezz'ora prima la mattina per riuscire a infilarli. Oppure perdere cinque chili (si, vabbeh, l'ha sparata un po' lì per scioccarmi, come al solito). Poi però mi offre la viennetta che io - con insensata forza di volontà - rifiuto stoicamente. Proprio ora (beh, non proprio ora) che la stagione fredda invita a consumare cibi più calorici e voglie più dannose, è il momento di eliminare gli snack pericolosi. E proprio ora che la mia mansione richiede la mia presenza a eventi, party, inaugurazioni varie (il che significa, in una parola, pasticciare). Penso ai critici gastronomici, che lavoraccio, mi chiedo se potrei mai farlo. A meno che non si possa alternare un giorno di assaggi di cibi elaboratissimi a uno d'insalata mista. E poi, per la serie "Lo sai perché", mi domando: i degustatori di vini vanno in giro con l'autista?

Al volo sul LadyK • 17/09/2007 12:22 •_• commenti (24)

Solo Paturnie Moleste
Dovevo arrivare a quarantanni per scoprire di soffrire pure io la sindrome premestruale. Perché in realtà fisicamente nemmeno me ne accorgo, quasi. In passato c'era solo l'incontenibile appetito e voglia di dolci, ma all'umore non ci avevo mai fatto caso. È solo ultimamente che ho cominciato a segnarmi le date e trovarci delle similitudini: a metà mese, la malinconia e il senso di abbandono. Capita qualcosa - di solito con una certa personA. - che mi fa sentire trascurata e mi riporta al passato. Oppure (e questa è la cosa peggiore) non succede proprio niente di particolare, ma io trovo comunque il pretesto per essere di cattivo umore: vado a scavare nel dettaglio, faccio paragoni, soppeso l'insoppesabile, frigno in solitudine (se va bene). Insomma, mi comporto come un'immatura adolescente che scrive cestinando sillabe e vocali, ignora e kappa e il galateo della punteggiatura ("uFffaaaaaa il bOy oggi nn mi hA ga*ata d strisciiooooo!!!!!!!"). Praticamente lo stesso difficile target per cui lavoro io. Ah, ecco, ora ho capito perché dicono che invecchiando si torna bambini...

Al volo sul LadyK • 13/09/2007 13:43 •_• commenti (17)

Ho sognato di svegliarmi, aprire la tapparella e vedere grossi nuvoloni neri in movimento, tanto vicini da poterli quasi toccare. Io quelle nubi inquiete le conosco, sono nascoste qui dentro, da qualche parte, e non c'è stato ancora un vento capace di spazzarle via. Il panorama davanti alla mia finestra, stamattina, era differente dal mio sogno: raggi di sole che brillano fuori dagli squarci del fitto vapore, come erba selvatica che si ribella all'asfalto. Le scaccio col colore: scarpa rosso fuoco con borsa abbinata, un ritocco allo smalto bianco dell'alluce prima di uscire di casa, giusto in tempo per prendere il solito tram al volo. Un tram arancione. Lo so, hai ragione a dire che quel mondo non mi appartiene. A dire che io non ti posso bastare. Lo capisco: conoscere altra gente non significa perdersi. Ma capire non significa riuscire ad accettare, e qui cado. Cado in quel sogno.

Al volo sul LadyK • 12/09/2007 17:37 •_• commenti (5)

Sette anni nello stesso posto, senza mai nascondere le proprie attitudini, curiosità e gusti eterogenei. Sette anni di alternanza tra entusiasmo (iniziale), sconforto, serenità, stasi e noia, in cui ogni prospettiva di cambiamento ed evoluzione sembrava sempre troppo lontana. Sette anni di vaghe promesse cadute nel buco nero della burocrazia e dei conti da far tornare. Sette anni in cui a volte mi sono chiesta quante possibilità ci potevano essere di far fruttare anche le mie "altre" capacità, e non solo quella principale che quotidianamente uso per il mio lavoro (che svolgo da più di vent'anni). Poi, d'improvviso, le cose succedono, e quello che ormai era diventata "l'unica possibilità di dare una svolta alla routine quotidiana" si è presentato il primo giovedi pomeriggio di settembre (il "vero capodanno"). Nello stesso posto, appunto. Non si parla di promozioni o aumenti di stipendio (per il momento!), ma di sostanziale mutamento. Di riuscire (o tentare?) di esprimersi nuovamente a largo raggio e far fruttare ciò che finora è rimasto nel cassetto. D'imparare cose nuove. Di vedere come me la cavo. Di valutarne i vantaggi (tanti, secondo me). Sono ancora un po' frastornata e sono in training (per cui sarò latitante, ma quando posso vi darò una sbirciata). E chissà, magari un cambiamento (positivo) tira l'altro...

Al volo sul LadyK • 11/09/2007 13:28 •_• commenti (12)

Come va, come va? Tutto okey, tutto okey! (varie ed eventuali d'un settembre in fiore)
La mattina apro la finestra e mi sembra (quasi) d'essere in montagna, con questo venticello e quest'aria frizzante e solo apparentemente ripulita da PM10. Le rose sul balcone stanno gentilmente buttando fuori gli ultimi fiori spampanati, con ammirevole grinta e dignità, ma nulla le salverà da un'energica potatura. Cambiamenti di stagione: locali ristrutturati, locali che cambiano nome. Han chiuso la mia profumeria preferita del centro, e al posto di Zap aprirà l'Oviesse. Ormai è deciso: finalmente m'iscrivo al corso di spagnolo. Il mio migliore A.mico cerca nuovo coinquilino/a: accettasi candidature. Per il bene del nostro splendido rapporto, è una fortuna che io stia per conto mio e non abbia spazio da condividere. La mia nipotina fa le imitazioni: se tossisco, tossisce; se faccio miaaaao lei fa mià; se faccio brrrrrr lei fa brrrrrrr. Mangia già i Plasmon e sembra una bambina con le idee molto chiare. Io pure (anche se non su tutto): ho voglia di nuove avventure, di qualunque genere. Non ho paura. Certo, magari non proprio qualsiasi: nella mia casella gmail ho trovato la seguente lettera.

Gentilissima Lady K,
l'ho ammirata in un video su Youtube dove Lei praticava uno sn'ff'ng*  e un f°°t-workship* assolutamente divini e  meravigliosi su di un fortunatissimo schiavo. Mi piacerebbe - se possibile - poterla conoscere ed incontrare alle sue condizioni. Io vivo a Padova e sono disponibile a raggiungerla dove Ella desidera.
Con devozione


Mavalà, valà. Ma non diciamo eresie. Dove avrà trovato il mio indirizzo email? Come l'avrà abbinato a LadyK? Mah. Comunque, ho bisogno di una giacchetta cortissima, al più presto, da portare coi jeans a vita altissima. Ho bisogno del nuovo iPod iTouch, di un'autoradio col cd, di un paio di stringate col tacco alto, di quel trench elegantissimo che ho visto da Zara. La prima borsa dell'inverno è già nel mio armadio, marchiata Conbipel. Oggi ci sarà Palahniuk a Mantova, e io no (mannaggia). La pausa è finita e le maniche s'allungano. L'effimero non è superficiale. Per oggi, ho detto.

*i misteriosi termini "tecnici" sono stati criptati

Al volo sul LadyK • 06/09/2007 11:50 •_• commenti (20)

Venerdì sera ho rivisto A. per la prima volta dopo le ferie. Erano passate solo due settimane da quando ci siamo salutati all'aeroporto di Cagliari, ma sembravano due mesi. Abbiamo parlato di molte cose, tra cui le case in generale, e le modifiche che si potrebbero fare al mio appartamento. La conclusione è sempre quella: è grazioso (e comunque non posso permettermene un altro) ma mi manca lo spazio. Specialmente per i vestiti e le borse. Avendo (tanti) soldi si potrebbero fare migliorie a palate, ma no, niente soldi. Tornata a casa, ho guardato la mia libreria di due metri e mezzo per due metri e mezzo, stipata di volumi, vasi, candele, bigiotteria ecc. ecc. Ho pensato alle prossime persone che potrebbero entrare (persone nuove) e mi sono chiesta cosa potrebbero pensare di me, perchè quello che mi circonda rispecchia la mia personalità. A ben guardare, le uniche "cianfrusaglie" nella camera di A. sono quelle che gli ho regalato io. Quanti sono gli oggetti nascosti in scatole infilate in posti alti, scomodi e quasi irraggiungibili? E che oggetti sono, visto che spesso nemmeno ricordo di possederli? A volte penso alla mia cara zia, alla sua casa, che io e mia madre ci prendemmo il compito di svuotare quando morì. C'erano bollette, lastre e responsi di visite mediche, documenti e libretti d'istruzioni, vecchi di dieci, vent'anni e anche più, stipati nel piano più alto del grande armadio. Fu un lavoraccio. Certo, poi c'erano anche scatoloni di foto, borse di pelle e abiti fatti a mano (le uniche cose di un minimo di valore - anche simbolico - che posseggo sono sue). Penso a lei e a cosa troverebbe la mia famiglia in casa mia dovessi (non voglia il destino) scomparire prematuramente (tiè!). Ieri sono salita nel ripiano più alto della libreria e ho buttato boccette di colori per stoffa ormai secchi: risalivano al corso che feci prima di cominciare a lavorare. Non avevo nemmeno 18 anni. Ho trovato un centinaio di candele dell'Ikea di cui non ricordavo l'esistenza. Senza cuore di buttarlo, ho ripiazzato in una scatola - in nome del modernariato - il mio primo cellulare, un allora costosissimo Sony Ericsson (con due caricatori, poiché il telefono me lo sfilarono dalla tasca in piazza duomo e lo ricomprai di nascosto per non dire niente a mia madre, ottocentomilalire volate via). Il prossimo ad abbandonarmi sarà il mio primo e unico stereo con giradischi, che da quasi otto anni giace dentro un mobile in cucina (insieme a rare videocassette degli U2: a qualcuno interessa?). Poi dovrò affrontare la scatola piena di vecchie agende (non diari, agende annuali) con tutti quei numeri di gente che magari non frequento più "ma chissà, un giorno potrebbero servirmi". La cosa più difficile sarà liberarmi dell'enciclopedia di 14 volumi incautamente acquistata qualche anno fa con un quotidiano: persino su eBay la vendita è andata deserta. Ma riproverò: ho bisogno di posto per i miei prossimi quarant'anni...

Al volo sul LadyK • 03/09/2007 12:22 •_• commenti (21)
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