Sono mesi ricchi di "prime volte". Magari anche di "ultime volte", ma non importa. Tempo fa dissi una battuta davanti alla mia capa, e lei la colse come idea geniale. Ora la stiamo mettendo in atto: un video. Con dei ragazzi. Belli e giovani. Ho assistito alle trattative per stracciare i prezzi di modelli, regia e postproduzione. Sono coinvolta nel lavoro dell'ufficio stampa (ma lavorano tutti per approssimazione?), che è esterno. Sarò - ovviamente - sul set e dovrò dirigere il tutto. Forse anche mettere un po' di cipria ai modelli. Così, senza esperienza e con le idee ancora piuttosto confuse. Poi c'è il resto del lavoro quotidiano: corsi, riunioni, immagini da cercare, testi da scrivere, spunti da raccogliere, altre interviste e foto da programmare. L'entusiasmo ce l'ho, forse quel che mi manca è qualche ora in più per dormire. La sera, una settimana intera (a parte oggi) di cene fuori. Poi arriva la domenica, e francamente vorrei restare sola. Per sfogliare riviste, scaricarmi in palestra, portarmi avanti coi compiti di spagnolo (avete presente i verbi irregolari?). Ecco perché la mia anima (indole?) è ancora (e sempre* sarà) quella di una single.

* "sempre" e "mai" sono due parole da usare come rafforzativi senza garanzia

Al volo sul LadyK • 28/02/2008 14:07 •_• commenti (15)

Dunque.
Tutto va meglio.
Dopo essere arrivata di nuovo in ritardo per colpa del tram (mentre c'era urgenza che arrivassi puntuale), dopo aver rovesciato il caffé sulla tastiera del Mac (attaccata al mio stupido pc), dopo che la zip dei pantaloni che indosso (seppure mi stiano larghi) ha ceduto, le cose cominciano a girare. Pian piano anche la discussione col Supereroe si è appianata. Tutto sta nel capirsi e prendere le misure: impresa davvero ardua, visto come sono le nostre due teste. È vero, a volte mordo, ma poi ritiro i denti.
Le due fette e mezzo della meravigliosa torta mangiata alla sfilata dell'altra sera non hanno lasciato tracce nella bilancia. La televisione fa apparire la gente migliore di come è, ma Jonathan è altissimo e simpatico. La gente che lavora nella moda continua a divertirmi, ma mai e poi mai m'introdurrei troppo in quell'ambiente. Pietro Paradiso, nonostante l'apparenza, fa cose raffinate. Anche se in quell'hammam c'erano un sacco di uomini in accappatoio. Anche donne. Tutti fighi. Adoro fare "pierraggio", forse perché non è il mio lavoro principale. Adoro fare questo lavoro proprio perché faccio tante cose insieme. Oggi mi sento di nuovo rincuorata. Domani sarò di nuovo video operatrice: mi han detto che con la valigia (pesantissima e scomoda) che contiene l'attrezzatura sono molto sexy.
Non vedo l'ora di mettermi la giacchetta in morbida pelle grigio-argento che ho preso ieri, a soli 49 euro (unico pezzo rimasto, taglia mia: mi stava aspettando). Lo shopping mi dà spesso soddisfazioni, tanto che un certo uomo teme che me ne dia più di lui stesso.

Al volo sul LadyK • 22/02/2008 15:20 •_• commenti (9)

Lo confesso. Sono una donna con un sacco di pazienza, ma non perdo occasione per dire la mia. Le cose le preferisco (fatte) come piacciono a me, e se non è così, spesso fatico ad adeguarmi. Non so se sono dolce, ma con qualcuno riesco a esserlo. Serbo rancore solo per un periodo limitato, e dò sempre una seconda possibilità. Non sopporto l'idea di dover giustificare le mie azioni e i miei movimenti a una persona che non ne è coinvolta (cioé al di fuori di quel determinato ambiente). E questo mi fa venire dei dubbi sulla mia potenzialità di essere membro di una coppia. A volte sono nervosa e isterica, e rivendico il mio diritto a esserlo. Anche antipatica, e incoerente, se è il caso. Anche senza spiegare il perché, visto che a volte un vero motivo (unico) non c'è. A volte esisto solo io, e il mio bisogno di concentrarmi su quello che sto facendo e che voglio fare. A volte sono una. E basta.

Al volo sul LadyK • 19/02/2008 13:53 •_• commenti (14)

È convizione comune tra le donne che sia difficile trovare un uomo decente, oggigiorno. Lo pensavo anche io. Poi, assolutamente non volendo, ne ho incontrato uno che quasi mi trova più attraente quando sono in pigiama coi disegni delle pecore e i capelli arruffati, piuttosto che quando sono in tiro da gran sera. E non è tutto: non mi resiste quando sono in tuta da casa, ama la mia pancia quando si rilassa se sono sdraiata su un lato (cosa che a me invece... beh, lasciamo stare), e considera il mio russare una cosa "simpatica" perché gli conferma la mia presenza al suo fianco. Sì, certo, siamo all'inizio, so benissimo che tutto questo si ritorcerà contro di me, un giorno non tanto lontano, anche se lui dice di no. Comunque, mai portare un tale esemplare di purezza e romanticismo a una festa di moda, emblema della superficialità e dell'effimero (però, che bello). Certe cose vanno fatte solo ed esclusivamente con un'amica "trendy" o con l'amico gay, gente con cui posso condividere la sottile arte di guardare (spiare) e ammirare (ma non cercare di sedurre, cosa che a me non riuscirebbe nemmeno volendo, ma all'amico gay di sicuro) i boni col bicchiere in mano. E criticare l'abbigliamento delle ragazze, o lodarne l'originalità. Il fatto che io guardi un uomo è solitamente un fatto fine a sé stesso, un'azione automatica come mettermi il gloss. (Oddio, non proprio, ma non ditelo in giro). Eppure non è facile far capire a certi elementi (già particolari) che lo scopo finale non è l'abbordaggio, ma un semplice movimento involontario del bulbo oculare. Per fortuna ci sono i free drink, e la sfilata coi ballerini in calzamaglia e il tanga a vista. Il divertimento sta nel cercare di capire chi sta guardando il sedere di chi, tra di loro. Per fortuna poi ci sono i free drink dell'Hollywodmilano.it party, che aiutano a vedere in modo ironico (l'unico possibile) la metropoli da bere, quella che si crede chissachì, cioé prendendola sul serio solo a piccole dosi. E se questo è un divertimento frivolo, non parliamo della mia recente attitudine al comprare t-shirt e jeans nei negozi o reparti più gggiovani. Sarà l'aria di primavera. Prevedo che domani sera sarà la serata clou della settimana, salvo imprevisti (cioé eventi ancora più eclatanti). Stay tuned.

Al volo sul LadyK • 18/02/2008 13:45 •_• commenti (12)

Sarà il barolo, sarà il sonno arretrato, sarà la voglia di credere a braccia che sono lì solo per me. Il tram spinge il suo corpo arancione sulle rotaie, producendo un antico rumore di ferraglia. Io chiudo gli occhi e abbandono la testa su quelle spalle larghe, mentre "ascolto" il suo profumo e il suo calore, che ho imparato a riconoscere e a cercare. Avevo scordato come si fa. Non penso a niente, se non a chiedermi come strapparmi di dosso le spine che mi son cresciute sopra e sotto la pelle, quelle che finora sono servite a proteggermi. Ma adesso non servono. Non con lui. 
Io che ho sempre amato le parole, ora inseguo e decanto la concretezza dei fatti. D'altra parte, quando si ama si corre il rischio di essere traditi. Le parole possono essere imprudenti e scivolose, e se finiscono in mano a gente impreparata a gestirle diventano pericolose. Forse io stessa lo sono. Impreparata. A gestirle. Forse anche ad accogliere quelle che mi ha detto lui: talmente vere, sincere e belle da farmi sciogliere in gola quelle che sto per dire. 
Sto inseguendo la libertà. La libertà di stare con qualcuno e di essere libera insieme a lui. E si è sempre di fronte a qualche scelta. E scegliere significa anche eliminare dal percorso i "piccoli detriti che trasformano un sassolino in una valanga". A voler fare sciocchi paragoni, è come quando si rinuncia ai soprammobili in cristallo se si decide di prendere in casa un gatto. O a smettere di fumare quando si fa un figlio. Non si mettono da parte le cose importanti, quelle che fanno parte di noi stessi, perché sarebbe una censura frustrante e distruttiva. Ma si tenta di evitare le occasioni di caduta. Perché l'idea di non averci provato a fondo mi è sempre pesata. Molto più di un rimorso.

Al volo sul LadyK • 11/02/2008 14:16 •_• commenti (13)

Com'è lungo il percorso per imparare a conoscersi e a comunicare. Comincia dal primo incontro e non finisce più, qualche sfumatura rimane sempre fuori. Quante volte s'inciampa nella rabbia, nello sconforto, nella frustrazione. Una giornata, che parte solare e positiva, può rotolare come una frana portandosi dietro piccoli detriti che trasformano un sassolino in una valanga. Ma anche quella si ferma, prima o poi.
Piccole provocazioni, come se un'entità indefinita volesse mettermi alla prova. R. mi avverte che la sua ragazza ha trovato il mio numero: peggio per lui, che ha rischiato avendo qualcosa da perdere. L. che si "spaccia" per Denzel Washington e cerca di riconquistarmi con la simpatia, ma se non bastava prima, figuriamoci ora. G. che lancia messaggi privi di un perché. Da non crederci che L'uomo del treno sia stato l'unico a capire, finora. Cianfrusaglie, diversivi, tentativi abortiti. E' il passato. Ma la coerenza non è un optional, per me.
Tiro un respiro profondo e qualcosa dentro si muove. Davanti a me, Silvio Muccino (con le gambe incrociate sulla poltrona bianca in pelle di Terrazza Martini) dice "L'amore è un sentimento feroce. Riconoscerlo è un atto di coraggio, bisogna mettersi a nudo". A essere troppo sicuri di sè si rischia di perdere l'altro per strada, ma qualcuno deve pur guardare le indicazioni, la segnaletica, almeno ogni tanto, no? Mi chiedo se sono più brava a perdermi o a fare da copilota, visto che non so leggere le cartine. Non garantisco risultati, ma tanta buona volontà e la voglia di esserci.

Al volo sul LadyK • 07/02/2008 14:14 •_• commenti (5)

C'era una volta, parecchi anni fa, una donna che non sapeva tante cose. Non immaginava che un sentimento può essere anche pragmatico, che un giorno non avrebbe più avuto bisogno di sfondare i portoni a testate, che sarebbero arrivati altri maschi a cambiare la sua vita senza rovinarla del tutto. Non sapeva del ragazzo che l'avrebbe soprannominata Lady, non sapeva che l'amore intenso può trasformarsi in amicizia altrettanto forte, o che l'idea di una vita a due l'avrebbe solleticata di nuovo un po', ma molto piano, per gradi quasi impercettibili. È vero, aveva già conosciuto uomini che in certi giorni sanno essere fragili e sensibili quanto una donna con la SPM, ma non si era davvero legata a loro. Non aveva mai portato una minigonna (e d'altra parte l'avrebbe fatto solo poche volte), né ipotizzato che nella seconda parte della sua - hem - giovinezza avrebbe indossato la taglia ideale. A quei tempi non c'erano gli mp3, i cellulari non erano un oggetto d'uso comune e non stavano neanche nelle tasche del cappotto, e i diari si scrivevano ancora su carta per cui non aiutavano a farti nuovi amici. Credeva che a 40 anni avrebbe fatto carriera, per forza (illusa). D'altra parte era proprio lei che, quando ne aveva 13, credeva che da ventenne avrebbe avuto un figlio. C'era una cosa che quella donna pensava, e pensa ancora adesso: la vita è un'incognita, e come fa le castagnole mia mamma, nessuno mai.

Al volo sul LadyK • 02/02/2008 13:47 •_• commenti (20)
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