Le cose accadono. Nostro malgrado, anche se non c'impegnamo. L'altro giorno mia madre mi parlava della mia amica d'infanzia e adolescenza. Diceva che è un peccato averla persa, tutti quegli anni di frequentazione buttati al vento. Le ho risposto che forse per me non andava più bene, che succede così, che ora mi annoierebbe. E poi ho perso il suo numero quando mi hanno rubato la borsa, un paio d'anni fa. Sabato ero nella mia stanza d'albergo a Riccione (in missione per lavoro), cercavo di fare un pisolino, quando mi arriva un sms in cui mi si chiede se il mio numero è sempre quello. Rispondo "si, ma tu chi sei?". "Laura." Proprio così, senza cognome né commenti, e anche se conosco altre Laura e non ci frequentiamo da vent'anni capisco che può essere solo lei, la mia amica d'infanzia.
 
Le cose s'incastrano. Vado a una deliziosa festa-aperitivo e dopo "fuggo" per raggiungere una festa-compleanno. La mia amica bionda e figa (che compie gli anni, pochi) mi presenta il suo migliore amico. Inziamo a chiacchierare e scopro che è lo spacciatore di tecnologia di fiducia di mio fratello (vero tecno-addicted). Scopro pure che è parecchio simpatico e che però c'haunastoriatesaconlatipa. Mary, milanese doc, ama i biondi. La perdo per un po' quando parla fitto fitto col fratello (biondo) della bionda, che ha vissuto in Australia, e decide che vuole (vorrebbe) partire subito. Io no.
 
Le cose si rincorrono. Non ho tempo né voglia di decidere dove andare in vacanza, cosa fare, perché. Mi lascio (s)correre. Arriva l'ennesimo sms dell'uomo del treno (ndr: cercare in questo blog per maggiori dettagli, ne ho parlato varie volte). Quindi penso che forse è ora di tornare a Roma, dopo anni. Scrivo alla mia carissima amica che non vedo da un anno, cioé da quando si è trasferita nella capitale, e si offre subito di ospitarmi nella casa in affitto (che condivide con altre) al settimo piano sulla Nomentana. In fondo, perché no.
 
Le cose si risolvono. Al ritorno dal weekend lungo di Riccione, io e la mia collega abbiamo bucato. E dire che avevamo appena controllato la pressione delle gomme, e quella a rischio era quella dal lato opposto. Però eravamo vicine a un autogrill. Pazienza se i benzinai erano troppo cafoni per aiutarci. Pazienza se i motociclisti a cui abbiamo chiesto soccorso hanno negato di saper cambiare la ruota di un'auto. Dotate di una calma zen (era solo l'ultima di una serie di piccoli inconvenienti) abbiamo chiesto a un giovane di passaggio se sapeva com'era fatto un cric, e alla fine ha fatto tutto lui. Lode alle nuove generazioni.
 
Le cose hanno un senso. Ignoro totalmente e con spontaneità chi non m'interessa, senza rimpianti né scrupoli. Ma mi piace vedere che, nonostante la mia allegra distrazione, il modo casuale e scostante di essere me stessa, le persone che mi si avvicinano (e che rimangono) sono quelle amabili. Il fatto che colgano i miei segnali "buoni" mi dà energia. Se c'è un karma positivo intorno a me, voglio che si sparga e rimanga nell'aria, che si possa respirare. Vorrei che chi amo rimanesse sollevato mezzo metro da terra, al sicuro dagli scossoni. Come avessi braccia lunghissime, elastiche (come l'uomo di gomma dei Fantastici 4), per poterli abbracciare tutti. Fa niente se pare che non vi guardi, che sia presa da altro: probabilmente è così, però vi vedo. E prima o poi torno.

NOTA: se ci sono gentili signore/signori romane a cui va di fare una rimpatriata tra blogger, sicuramente un computer per leggere email o msg privati lo troverò, e...

Al volo sul LadyK • 23/07/2008 21:28 •_• commenti (11)

Le mie attuali relazioni sociali sembrano strettamente legate allo shopping: riesci a capire molte cose di un'amica da come si comporta mentre scegliete dei vestiti. Puoi scoprire come ti vede, come ti vorrebbe, com'è lei e quanto le vostre due visioni possano essere opposte o simili. Il fatto che un tubino elasticizzato (che mi fascia come una calza) mi faccia apparire spudoratamente sexy, non vuol dire che io possa davvero andarci in giro. Bocciato. Mentre un abitino ugualmente strizzato, ma con quel che di austero che rende il mix quasi trasgressivo, è da promuovere.

Diverse prove, questa settimana. Ho dovuto prendere una decisione che - qualunque fosse stata - avrebbe scontentato qualcuno, anche se a me andava comunque di lusso. Sogno un'assistente personale che mi organizzi vacanze, armadio, ristrutturazioni in casa, catering per fare tante cene da me. Magari anche qualcuno che faccia le pulizie e stiri i miei capi più esigenti (tipo quella gonna tutta a pieghe a cui mi sono dedicata stamattina, che certo non è tornata com'era in origine!). In sua mancanza faccio tutto da sola, come sempre, anno dopo anno. Trascino in casa (contemporaneamente) un'anguria da 6 kg e mezzo, otto litri d'acqua e il resto della spesa (per l'aperitivo che farò da me nei prox giorni, con "pochi" intimi). Pulisco le mattonelle del bagno. Sbianco la gonna macchiata di pomodoro. Mi cambio, mi trucco ed esco.

A volte provare un nuovo locale non è una buona idea. Lo spazio all'aperto della Fabbrica del vapore sa troppo di cortile industriale, specie sotto un cielo minaccioso, e quando arrivo con A. ci dicono di aver rimandato l'apertura a causa del temporale (che però non è ancora arrivato). Torniamo alle otto insieme a Chiara, e siamo gli unici avventori. Non ci siamo ancora seduti che due cameriere tristissime e demotivate chiedono se vogliamo ordinare. Il mojito è fatto col ghiaccio intero e non tritato, A. ne chiede il motivo e compare un cameriere che brandisce un grosso cubetto: ci mostra che dentro è pieno e non si può rompere, perché qualcuno ha sbagliato lo stampino. Scappiamo da quel mare di desolazione coi bicchieri di plastica in mano e citofoniamo a Picasso, che ci accoglie a piedi nudi e camicia a fiori. La grandinata la guardiamo da lì: tre tizi da dentro la pizzeria fanno le foto ai pezzi di ghiaccio sull'asfalto.

Con A. ricordiamo le numerose uscite degli ultimi quattro anni. Ci siamo divertiti tanto, ma quest'anno non sembra neanche estate. Non sembra estate senza i nostri tour per discoteche all'aperto, "trassati" (messi giù da gara) da capo a piedi, e con lo spirito giusto. Non sembra estate senza le mie fughe di due o tre giorni. Non sembra estate senza le notti in bianco. Non sembra estate senza il Festivalbar. Questa sembra un'estate posticcia, una messa in scena, una recita, un'allestimento creato da qualche designer-architetto per illudere noi milanesi. Guardala, sembra quasi vera.

Al volo sul LadyK • 13/07/2008 14:33 •_• commenti (14)

C'erano questi due piccioni, sul marciapiede, e non si sono mossi d'un millimetro  quando gli sono passata vicino. Uno era “seduto” sulle sue zampe, come una gallina quando cova, quindi presumo fosse malato. L'altro, eretto sulle zampine, stava a pochi centimetri e lo guardava. Lo guardava con quegli occhi sempre spalancati che hanno loro. Sembrava volesse incoraggiarlo, era lì impotente ma in qualche modo pareva comunicargli “Dai amico, ci son qua io, coraggio!”. Era una scena commovente, ma nemmeno io potevo fare nulla. Sono passata oltre, d'altra parte mica potevo portarlo da un veterinario.

Ormai, con qualsiasi look io vada in giro, mi chiamano quasi tutti “signora”. Gli sconosciuti, intendo. La mattina, dopo essermi truccata, mi guardo allo specchio e mi rendo conto che ho proprio la faccia da signora, da donna della mia età. Non so quando è successo, ma è così. E non so nemmeno da cosa dipenda, cosa susciti questa impressione. La pelle? Il trucco? Le rughe d'espressione sulla fronte? Il mio modo di guardare? Comunque, visto che ci sono, ho deciso di prepararmi a diventare una signora chic. Ho fatto “man bassa” di vestiti e meravigliosi sandali (si, anche zeppe), roba di qualità, al Salvagente (che tanto è come ci fossero i saldi tutto l'anno, e lunedì c'era pure il 40%). Gonnelline deliziose, magliette che sono un amore, un pinocchietto doc, tutto sui toni che uso io d'estate, dal marrone al beige al sabbia. Poi c'è la mia borsa di Versace, presa alla svendita privata il mese scorso, così bella e senza tempo. Quella è perfetta soprattutto con un jeans scuro, il “jeans perfetto”, aderente ma comodo (come quello della pubblicit di quel dolce ipocalorico), che per ora è rappresentato da quel paio preso da Promod nei saldi perenni a 15 euro.

Va bene, ma cosa ci guadagno a essere una signora, adesso? Una signora chic, ok, ma non più una ragazza. Nisba, pietra sopra. Quando andrò a quel corso di surf con la mia nuova amica 27enne, potrò ancora interessarmi ai bei ragazzi, anche se non mi prenderanno certo per una sua coetanea? Forse andare in giro con lei è controproducente. In discoteca sabato han guardato lei e non me, ovvio. Lei è alta e bionda e cogli occhi azzurri, in più non se la tira per niente. Certo, per carità, povera, la gente che c'era in quel posto era meglio perderla che trovarla: ha ricevuto uno dei peggiori approcci di sempre. Lei era seduta con me sul divanone all'aperto, e si era tolta le scarpe perché odia i tacchi e non ce la faceva più. Parlavamo di come una certa persona l'aveva sfruttata professionalmente, parlavamo di ex, di cose nostre, quando il più scemo di due sfigati (che la osservavano confabulando da almeno un quarto d'ora) si è avvicinato dicendo “Il buttafuori ha detto di rimetterti le scarpe”, mimando il gesto della puzza e sorridendo. Geniale. Ancora mi stupisco e mi chiedo come può esserci tanta gente idiota in giro.

Al volo sul LadyK • 03/07/2008 00:16 •_• commenti (12)
Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons License.