Alassio è molto carina. Così carina che non sembra nemmeno di essere ad Alassio, per dire, con tutte queste palme e questi localini sul lungomare, da quelli un po' fighetti a quelli molto easy, in cui puoi bere una birra dopo aver bagnato i piedi in acqua. Lavoro anche fino a mezzanotte, ma poi la mattina me la prendo comoda. Ho conosciuto (ovvero ho conosciuto meglio, perché già li avevo visti varie volte) i due stylist più dolci e simpatici than ever. Peccato che non ci siano per la finale, ma stasera c'è la festa alle Vele e tra poco mi farò acconciare da loro. Indosserò la mia tutina nuova di Guess coi pantaloni a palazzo e farò un trucco bistrato. Stasera ho proprio voglia di nonstarcidentro, fare tardissimo e bere un po'. Non ho certo paura che le Miss mi rubino la scena, la lascio volentieri a loro. Domani alle 11 devo essere in conferenza stampa: spero che il mio correttore faccia il suo dovere.
Ieri io e A. siamo andati a fare un giro a Lecco. Probabilmente abbiamo sbagliato lato del lago, perché c'era pochissima gente: forse erano tutti a Como, appostati nella speranza di veder passare George Clooney mentre tornava alla sua villa. Al ritorno, in treno, c'erano due tizi seduti nelle poltrone di fianco alle nostre che continuavano a guardarlo. Uno piuttosto anziano, vestito tutto di bianco con valige coordinate Louis Vuitton, l'altro che avrà avuto 45 anni, con pantaloni rosa pesca, entrambi con delle orride crocs ai piedi. Il più vecchio - che aveva la fede al dito e a un certo punto si è passato del burrocacao sulle labbra - era girato dalla nostra parte e non faceva altro che fissare un po' A. e un po' me. L'altro aveva occhi solo per A., anche perché io ero un po' fuori dalla sua visuale. Un paio di volte si sono alzati, sia a turno che da soli, forse sperando che il mio amico li seguisse (pare che sia un segnale). Io e A. talvolta ci teniamo le mani o ci scambiamo gesti affettuosi, tanto che - a un occhio ingenuo - possiamo sembrare insieme. Quando siamo scesi dal treno, A. (che ha occhi e orecchie anche sotto le suole delle scarpe) ha detto che i due stavano confabulando su di noi. La loro versione era che lui - più giovane di me - stava con me perché io ho molti soldi, e il pantaloni pesca ha detto "mi piace molto" (lui, ovio). E dire che entrambi non dimostriamo la nostra età (lui forse un po' si, adesso, perché lavora troppo, ma non diteglielo) (forse anche io, un pochino) (comunque abbiamo solo quattro anni di differenza). Io poi indossavo un pinocchietto di jeans e una maglietta. Ho capito, è tutta colpa dei capelli raccolti: tutti non fanno che dire quanto mi stanno bene legati, e perché non lo faccio più spesso, e di qui e di là, eppure a me sembra ce mi facciano sembrare più vecchia. Quella della maliarda ricca con l'amante giovane, comunque, mi mancava proprio.
Per fortuna, per mia nipote sono solo "zsia katcìa".
(I prossimi aggiornamenti saranno dalla mia trasferta ad Alassio, dal Miss Muretto Village. Sì, sono i vantaggi del mio nuovo lavoro. E no, non hanno ancora creato una sezione "over 40's").
Ogni volta che si torna a Milano, la città non riserva quasi mai una calorosa accoglienza. È come se dicesse "Non ti aspettavo così presto, scusa, non ho fatto in tempo a riordinare". Infatti a Lambrate, vicino a un motorino parcheggiato, qualcuno ha abbandonato un largo materasso con sopra una tv a 14'. Oggi pomeriggio il cielo è piuttosto sereno, lo stesso che ho lasciato ad Arezzo ma un pizzico meno caldo, la Centrale è movimenta come sempre, ma io cerco solo un taxi per andare a casetta mia. Ho letto per tutto il viaggio, così ho finito "Per cosa si uccide" di Biondillo.
Ogni volta tendo a scordarmi che è meglio prenotare in prima classe sugli Intercity, specie se arriva da Napoli (e si sente). Mi accontento del mio posto "mediano", sempre meglio del viaggio nel vano bagagli che ho fatto da Roma, a causa dell'ES perso (partito con 5 minuti d'anticipo e facendosi beffa della mia corsa contro il tempo). Un ragazzo, seduto di fronte a me, mi aiuta a issare la mia valigia da oltre 20 kg nell'apposito vano. È alto, forte e biondo chiarissimo, dalla testa ai piedi (braccia e gambe pelosissimi) e indossa un berretto blu. Sembra inglese. Al mio "Grazie" risponde con un cenno impercettibile della testa. Per due ore parla con la ragazza che ha di fianco (una bruna coi capelli ricci e un viso assolutamente ordinario) quasi sussurrando, anzi: sembra che entrambi aprano solo la bocca senza emettere suono, comprendendosi alla perfezione. Lui poggia la testa sulle gambe della ragazza, poi si danno il cambio. Avranno circa trent'anni, sono teneri, e mi trovo malignamente a pensare che prima o poi si lascerano, chissà se ci penseranno più a questo viaggio. Di fianco a me una grassa signora anziana aggiorna i parenti su ogni stazione in cui ci fermiamo, parlando in dialetto stretto e introducendo ogni frase con uéué. La suoneria del suo telefonino è "Can you feel it" dei Jackson Five.
A Bologna l'Intercity rimane fermo 20 minuti per un imprevisto. La matrona avvisa marito e figli che lu trenu è nu poco guasto. La gente ha ormai occupato anche i seggiolini dei corridoi. A un tratto il biondo parla con un tono un po' più alto e lo sento disquisire di caffé con inequivocabile accento partenopeo. Da lì in poi è tutto un amoreggiare con la riccia: bacetti col risucchio, pizzicotti, scherzetti, carezzine, scaramucce, e "picci picci", e "di chi sei?", insomma una cosa imbarazzante. Un'affettuosità infantile, ostentata, priva di sensualità. Io non alzo la testa dal mio libro e subisco con indifferenza.
Alla mia destra, lato finestrino, c'è una ragazza che non dice una parola per tutto il viaggio. Davanti a lei, un ragazzo pure lui muto. Solo verso Piacenza lei tocca la gamba a lui per avvisarlo che va in bagno. Si guardano e basta. La loro discrezione alle soglie dell'indifferenza sembra lì per bilanciare la mancanza di pudore degli altri due.
Spesso, quando sono serena, mi trovo a pensare che, anche se le cose potrebbero andare meglio, francamente a stare così ci metterei la firma. E so quello che dico, perché infatti poi all'improvviso l'armonia si rompe, il cielo si rabbuia e viene giù di tutto. Come le grandinate frequenti di questo 2008, che arrivano, devastano e ti lasciano con mucchietti di macerie qua e là da raccogliere.

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LadyK • 29/08/2008 14:48