Mentre andavo all'appuntamento, dentro al mio vestito da 210 euro (ben spesi: in negozio sarebbe costato il triplo), mi sentivo la gola secca come quando sono andata in diretta alla Rai. Mr Big sembrava teso almeno quanto me, e credo che per tutta la sera abbia prevalso l'autocontrollo.
Tutto quello che doveva esplodere è invece imploso.
Era come sapere di avere un grande potere e avere paura di scatenarlo. Temere di non saperlo controllare.
Perché sarebbe bastato un gesto.
Inutile cercare la risposta in fondo ai miei due cocktail. Abbiamo fatto i chilometri a piedi, abbiamo parlato fin quasi a perdere la voce, abbiamo mangiato quasi nulla, ma eravamo due persone diverse da quelle che giocavano fino a poche ore prima. Il vero motivo? Potrei fare delle ipotesi, le ho fatte, mi sono scervellata, e alla fine solo una resta la più credibile. Ma oggi preferisco lasciar sedimentare le cose, fino a nuova luna, chissà. È stata comunque una bellissima serata.

Poi ieri pomeriggio mi sono trovata davanti a un bicchiere di vino rosso e gli occhi azzurri di A., che scaldava la mia gelida manina con la sua, e il mio cuore con parole strappalacrime. A volte mi stupisce investendomi con tutto il suo enorme affetto. E le lacrime sono arrivate davvero, perché quando sono triste il vino amplifica la malinconia, e CBC coi suoi messaggi mi commuove.

Questo settembre è imprevedibile, dominato dalla "Legge del Rifrullo". No, l'ho inventata io. Perché non faccio in tempo ad abituarmi a un'idea che le cose già cambiano. Chi lo sa cosa può succedere domani? Quali sorprese? Quali scombussolamenti?

E come sempre, quando punto un maschio, ne spunta un altro dal passato a fare da diversivo. Chissà come mai ci sono persone che mi cercano dopo anni. Per scoprire se Roberto ha perso la pancia, non mi resta che accettare il suo invito.

Al volo sul LadyK • 29/09/2008 10:36 •_• commenti (14)

Ci voleva una delle mie sagge amiche a farmi riatterrare al punto giusto, quello con la X rossa, quello da cui ripartire. Mi è venuta in mente una frase che in "Batman - the beginning" il mentore diceva sempre al supereroe oscuro: "Studia il campo di battaglia". Il mio lo conoscevo bene ormai, sapevo esattamente dove potevo calpestarlo coi tacchi alti e dove invece era meglio fornirsi di uno stivale antifango. Sapevo come reagiva alle intemperie, quando era necessario annaffiarlo e quando invece fertilizzarlo. Adesso me lo hanno cambiato, completamente, e devo ricominciare da capo. Usare l'olfatto, le mani, il cervello, l'intuito. Non posso agire senza prima, rischio di cadere e farmi molto male: potrebbe esserci un sasso, lì, da qualche parte, sotto la terra. Ci vorrà il suo tempo, e d'altra parte il tempo è lì apposta.

Lo stesso vale per l'Amore. Che è come un gioco, sempre lo stesso, però ogni volta cambiano i giocatori, e anche alcune regole. Mica tutte, alcune, a seconda dell'avversario, o compagno, o come volete chiamarlo. Si devono adattare ai gusti e alla fantasia, queste regole. Ci sono dei paletti che non vanno oltrepassati, pena la squalifica, e ci sono vari livelli. Ad alcuni ci arrivi solo se sei bravo. Se sei imbranato ti fanno fuori in fretta, come nei giochini spara-spara: finisci subito le vite e coi pochi punti che hai accumulato non ci fai proprio niente. Anche lì ci vuole il suo tempo, e non sai mai quanto sarà.
(Ora non resta che inventarsi un modo per passare il tempo mentre aspetto il momento di agire.)

Al volo sul LadyK • 26/09/2008 09:57 •_• commenti (13)

Ok, ok, lo scriverò qui così sono sicura che la magia riuscirà ancora meglio. Cosa abbiamo? Lavoro e Amore. Sì. Dunque, rimarrò alla mia scrivania, luminosa, con l'armadio e la grande finestra di fianco. E presto si accorgeranno che cambiarmi di nuovo l'incarico è un errore, io sono una risorsa preziosa. Poi? Poi c'è Lui. Adesso nella sua vita sono entrata io, il resto - chiunque sia, ovunque sia - è solo un ricordo. Io sono il futuro.
Sì, questo è ciò che voglio.

Al volo sul LadyK • 24/09/2008 20:07 •_• commenti (12)

Caro Michele, autista del 33 che ieri mi hai portata fino a porta Venezia sul tuo tram vuoto: mi sarebbe piaciuto fare il percorso che mi hai suggerito (e che avrebbe prolungato il viaggio in tua compagnia), e magari ti avrei anche dato il mio numero*, però in questo momento io c'ho il cuore occupato. Perché vedi, è comparso uno che si è auto-soprannominato Mr Big (è convinto che io sia la Sarah J.Parker de noantri), e tu forse non sai quante peripezie hanno passato lui e Carrie prima di iniziare una serena vita insieme. Io non ce li ho mica tutti quegli anni e tutta quella forza, è meglio che lo sappia subito! Già adesso mi sta tirando scema: mi basta sentirlo al telefono per non dormire tutta la notte (tipo quella appena trascorsa). Però sono quasi felice. Anche perché questa settimana ci rivedremo, e sono proprio curiosa di scoprire se questo tiraemmolla arriverà finalmente a una tappa concreta.

Sono andata alla festa per i 60 anni della Adidas, con CBC. Lo show era nientediche, ma il buffet molto buono (i catering degli eventi si stanno perfezionando) e la gente piuttosto carina e interessante. Anzi, per dirla con le parole della mia amica, mi sarei fatta metà dei ragazzi presenti. Poi ieri sono andata a due sfilate, niente di entusiasmante. Ho avuto un'ora di tempo (visto il ritardo sull'inizio) per osservare il circo degli spettatori che gira intorno a questo mondo. Poi sono tornata a casa con 8 kg di giornali gratis (Elle, Marie Claire, Gioia, Grazia, A, e chi più ne ha più ne metta) che riuscirò a smaltire forse in tre mesi. Che poi, mi basta pensare che ogni vano, cassetto, sportello, angolo di casa mia ormai estraripante, per farmi passare la voglia di comprare alcunché. Solo che lo scoraggiamento dura solo qualche minuto.

*[Colgo l'occasione per ringraziare i tramvieri che la mattina mi accolgono con sguardi di apprezzamento, dopo la corsa che faccio immancabilmente per salire. Anche perché ormai sono vestita, non è più estate, e c'è meno da guardare. Se riesco ad allietare la loro mattinata per qualche istante, sappiano che la cosa è reciproca).

Al volo sul LadyK • 22/09/2008 10:11 •_• commenti (6)

Ieri era il panico. Al di là delle critiche (a volte anche feroci) di tutti questi anni, vedere il direttore di una testata buttato fuori a calci è un trauma, specie se è il tuo. Per il modo, soprattutto. Come ha detto un mio collega, ieri era come stare in casa di una persona senza il suo permesso. L'ufficio del capo era vuoto, noi allo sbando. La nuova "regina" è una ragazza molto in gamba, molto più giovane, sicuramente motivata. Fatto sta che io qui dentro sono cresciuta con un'altra persona, che mi ha dimostrato fiducia assoluta e stima specie nell'ultimo anno. Poi altri "spauracchi collettivi" che non prendo nemmeno in considerazione: per ora sono solo preoccupata di rimanere come e dove sono.

Poi ci abbiamo messo sopra un po' di leggerezza. Io e la collega-bionda-carina (CBC) eravamo all'Invillà, al party di Guardiani. Prima di farci entrare (un'ora di ritardo sull'orario previsto) il buttafuori ha ripetuto 3 volte che era una festa privata. Che, avevamo l'aria poco vip?!  I soliti vippetti ce c'erano, e anche gente che voleva sembrarlo, ma il più bello e solare è sempre Luca Argentero. Per dimenticare le tensioni niente è meglio di una buona dose di finger food, due bicchieri di Martini bianco, un rosé, la CBC che flirta con tutti i camerieri per avere un trattamento preferenziale (leggi: i buffet migliori a "domicilio"), la pseudo giornalista pazza vista all'altra festa (che ci ha salutate al grido di "Amooooriiiniiiii"), luci, stordimento, piante, una "rete" di Iacopo Foggini appesa a un albero. Ma più di tutto i messaggi di M., con cui la sfida al rilancio è sempre in corso: lui che si espone molto, ma solo fino a un certo punto, io che rispondo pan per focaccia. Così continua un sottile gioco di seduzione che mi fa reagire al suono di un sms con gridolini di piacere, esattamente come farebbe una teen. Fuoco che scalda e non brucia.

Al volo sul LadyK • 18/09/2008 12:17 •_• commenti (4)

Qui in redazione si è aperto un totoscommesse su quanto mi durerà stavolta l'infatuazione. C'è chi afferma che, appena infilato il tacco 12 invernale, mi passerà tutto. Ma insomma, per chi mi prendono? Nemmeno fossi una mantide religiosa dal cuore di pietra, una specie di spietata valkiria conquistatrice! Tutta apparenza. Proprio io, che ho investito anni (e meno male che è stato un caso isolato) su una persona, per poi ottenere di diventare la donna della sua vita (la terza, dopo la mamma e la sorella), ma non nel senso che avrei voluto. 

Comunque io non mi vedo così, sono solo un po'... sfortunata. A 20 anni mi prendevo una cotta ogni due mesi, ma forte, eh. E son state tante. Poi ho provato una passione viscerale. Poi l'amore vero, quello devastante. Poi il crollo dei valori, la morte, il deserto. Per anni niente d'importante, storie brevi, o non ricambiate da una parte o dall'altra, illusioni, disillusioni, ritorni di fiamma e sparizioni. Nel mezzo, la persona che - del tutto inverosimilmente - una cartomante ha detto che sposerò tra un paio d'anni (secondo me ha sbagliato proprio soggetto, un abbaglio estivo, un quiproquo). Poi vabbeh, l'ultima, con durata da record, ma... Hem. In qualche momento ci ho anche creduto.

Ma adesso c'è la seconda (o la terza? o la quarta?) vita. C'è la rinascita. Ci sono io, quella del 2008. Che nessuno speri in una me diversa, però, che sotto sotto la brace è ancora bollente, quando la persona giusta si prende la briga di andare a rovistarci dentro. 

Al volo sul LadyK • 16/09/2008 11:17 •_• commenti (4)

...poi tutto d'un tratto riappare, e con lui torna il batticuore (e il sole, e dammi tre parole).

(Ma prima era successo che...)

"Pensavo che alla tua età si reagisse diversamente", dice - scioccamente - l'A.mico riferendosi a un mio attacco di scoraggiamento lagnoso, uno dei pochi che mi concedo e che lui dovrebbe tollerare con la stessa comprensione e indulgenza che uso io nei suoi confronti (essendo il rapporto tra i miei sfoghi e i suoi 1 a 100. Ovviamente i 100 sono i suoi). D'altra parte si sa che l'A.mico (anche se a parole dice il contrario) gode sottilmente della mia solitudine, così che io possa dedicarmi a lui in toto, in quanto unico maschio costantemente presente della mia vita. Stronzetto. Tornata mio malgrado nei panni della quarantenne saggia e razionale, ho dovuto spiegargli che l'amore non ha età, che rende scemi nello stesso modo a 16 anni come a 60 (per quanto ne so), e che se il rimbambimento nel momento dell'infatuazione non fa discriminazioni, magari l'età aiuta ad analizzare i fatti e gestire in modo più intelligente (?) il durante e il dopo. Aiuta, ma non è che ti risolva le cose. Voglio dire, io adesso sono un po' delusa, ma quante volte mi farò deludere ancora dalla stessa persona? Sarò disposta a sentire le sue scuse (a meno che l'uragano Ike abbia cambiato rotta e si sia ingoiato tutte le cittadine a ovest di Milano, vi risulta?), se mai ce ne saranno? Sì, beh, ovvio che sì, anche perché la situazione è un tantino complicata. Poi è risaputo che io dò sempre un'altra possibilità. Però lo spirito cambia, c'è un freno emotivo, una goccia di spietatezza che comincia a scorrere nelle vene. Per quanto mi riguarda è come se su questa non-storia posassi un lenzuolo, come quelli che si vedono sui mobili dei film americani, quando una casa non viene abbandonata del tutto ma lasciata vuota per un tempo indefinito. Un peccato, però, per tanti motivi, non ultimo il fatto che ne avrei avuto voglia, e sarei stata pronta. Invece ha dominato il grigio, anche nei vestiti: abbandonata in sola compagnia del mio bancomat, non ho potuto fare a meno di adottare un paio di stivaletti, una longuette e un jeans sbrilluccicante. Ma che palle, e che fatica non scoraggiarsi mai.

Al volo sul LadyK • 14/09/2008 19:52 •_• commenti (13)

(Pensieri di metà mattina)
Pare che da fine ottobre il mio karma astrologico amoroso sarà molto più propizio. D'altra parte i miei giorni di esaltazione (cieca e adolescenziale, com'è giusto che sia) si son quietati, e immaginavo che sarebbero durati quel tot. Me li sono concessi con gusto, poi sapevo che li avrei pagati. Tutto va veloce, molto più di un tempo, e già venerdi - dopo ore passate a fantasticare (che parola bella, eh?) - ho cominciato a chiedermi: e adesso? Dov'è l'inghippo?
I sorrisi e gli abbracci che ho raccolto domenica già sembrano avere svanito i loro effetti galvanizzanti. Forse perché, tra una carezza e una risata, qualcuno ha lasciato cadere una di quelle frasi (o situazione, o realtà, chiamatela come volete) in cui la mia parte razionale e disincantata si aspettava di dover inciampare, anche se sperava di no.
Ho imparato tanto da A., in questi anni. Tutto quello che lui non è riuscito a darmi volontariamente l'ho assorbito a sua insaputa, standogli vicina. Ho imparato ad aspettare, a non voler scavare, a lasciare la briglia molto lenta, a concedere all'altra parte comportamenti magari incomprensibili e non condivisibili, senza battere i piedi, senza farne un dramma. Perché ci sta, perché non ci si conosce, perché le reazioni sono diverse.
Quindi ora devo tenere a bada la mia "focosità arietina", come mi hanno detto, e magari "sondare i miei sentimenti ed emozioni e quelli che sono i miei desideri, che non sempre vanno di pari passo visto che ho un'opposizione Luna-Venere nel mio tema natale."
La settimana scorsa non c'era verso di addormentarmi. Ora sì, ma continuo a svegliarmi in piena notte, o la mattina (troppo) presto, come se qualcuno mi chiamasse per strapparmi da quelle poche ore d'incoscienza e riportarmi a piombo tra le lenzuola colorate del mio letto singolo.


(Pseudo-inizio)

Primavera inoltrata del 2008. Pranzo con Sister nei pressi dell'ufficio. "Pensa che bello se quest'anno riuscissimo a fare più giorni insieme ad Alassio!", dice lei. "Dobbiamo assolutamente convincere i capi che io servo lì, tutta la settimana. Facciamoci venire delle idee!" rispondo io, che già da mesi pregusto la situazione, epperò non sono convinta che mi lasceranno andare così. Sarà stata la congiuntura astrale, sarà che nell'ultimo anno ho dimostrato di saperci fare, sarà per una specie di premio o il fatto che comunque qualcuno ci doveva pur andare, ma è stato molto più facile del previsto (mettiamoci pure che Sister è in gamba, essì).
Arriviamo a destinazione il giorno giusto all'ora giusta, senza intoppi e senza bucare le gomme. Il "villaggio" degli sponsor non è ancora attivo, il nostro stand è vuoto, ma qualcuno sta già lavorando. "Guarda, ci sono i due ragazzi! Oddio, non mi ricordo come si chiama l'altro...". Ci avviciniamo, li guardo mentre con Sister si scambiano abbracci e saluti trillanti da vecchi compari. Io posso offrire solo il mio sorriso ampio e amichevole, ma mi sento fuori dal quadro. Uno è molto carino e molto moro, con ciuffi lisci e misurati a incorniciare il viso. In qualche modo mi ricorda Edward Mani di Forbice, ha un sorriso dolce e non alza mai la voce. L'altro pare di un'altra stoffa, ma si completano bene. Ha un micro pizzetto, i capelli molto corti e occhi verdi taglienti, tanto quanto la sua lingua che scoprirò priva di scrupoli. A lui Sister dice "La mia collega mi ha sgridato perché dice che sono troppo buona, uffa...". "Ha proprio ragione! È verissimo", risponde, annuendo nella mia direzione. Quella è forse la prima volta che entro davvero nel suo campo visivo, che si accorge della mia esistenza. I famosi primi 7 secondi, in cui si decide il gradimento tra due persone.
(fine seconda parte)

(Stasera)

L'intenzione era bidonare la mia collega bionda e l'aperitivo organizzato al negozio temporaneo di una famosa marca di preservativi, per tornare in palestra dopo due mesi. Ma avevo più voglia di godermi una serata tiepida prima che arrivino le piogge, magari bere qualcosa, vedere gente nuova e distrarmi da questo senso d'impotenza. Per fortuna: perché solo a un evento milanese possono succedere certe cose. Tipo incontrare l'onnipresente amico di A. e relativa collega (pazza), una pseudo giornalista che dice di lavorare per uno pseudo sito. Grazie a lei torno a casa con la borsa piena di prodotti ad alto tasso erotico (compreso un massaggiatore a forma di preservativo che da solo costa 75 euro). Ma non tramite l'ufficio stampa, no: la mia nuova amica ha puntato direttamente all'Amm. Delegato, con una spudoratezza che non avrei mai osato.
Nel frattempo, la terza collega che ci siamo portate tiene banco con quattro uomini alla volta:  io e la bionda la molliamo mentre concede per l'ennesima volta il suo numero di telefono. Finito il buffet, finiti i drink, tagliata la torta, andiamo a berci un caffé nel locale più famoso della zona. Scopro che il proprietario lei lo conosce bene, e paghiamo il conto con un preservativo (o forse quattro). Usciamo sfiorando Corona che chiacchiera con degli amici, prendiamo il tram, io perdo la mia fermata perché è troppo buio e devo riprenderla nella direzione opposta rifacendo il percorso. Sbaglio fermata anche allora, torno al punto di partenza, mi arrendo e prendo la metrò. Lì incontro la pseudo giornalista, che scopro abitare nella mia zona.
Torno a casa giusto in tempo per vedere metà di Sex & The City: sullo schermo, Carrie scrive sul suo portatile Mac in camicia bianca più grande di due taglie. È stato solo due giorni fa che lui mi ha paragonata a lei, aggiungendo però che io sono meglio, molto meglio, perché sono VERA (tutto maiuscolo, si), mentre Carrie è solo un personaggio della tv. "C'è sempre una parte da recitare",  cantava il Liga agli esordi. Infatti sono qui, a chiedermi il perché di un silenzio, a chiedermi dove finisce la recita e inizia la realtà.

Al volo sul LadyK • 10/09/2008 00:33 •_• commenti (6)

Antefatto (forse)
Non so cosa sta per succedere, né se succederà effettivamente qualcosa. Certo, tenersi alla larga dalle maledette aspettative è una gran fatica. È il momento in cui ci può stare l'irrazionalità (e comunque si prende il controllo di te e non puoi farci niente), di quando giochi e ancora non hai paura. Perché fa più male la delusione per qualcosa che purtroppo è accaduto e andato male, che quella per qualcosa che poteva accadere e invece no.

Tutto (non) cominciò l'anno scorso. Ti ricordi, Lise, quando ti ho portato a quella festa privata al Lotus? Ricordi che c'era quella vip, tra le altre, di cui ignoravamo il nome e abbiamo fatto una foto per mandarla a Stear? Io ricordo il locale (deludente, nonostante se la tirasse e avesse una gran selezione all'ingresso), ricordo le giovani protagoniste che si strafogavano al buffet, ricordo la dottoressa delle miss. Ricordo che indossavo un pantalone a vita alta ma non mi stava al meglio, perché avevo la pancia gonfia. Sono andata a rovistare nell'archivio delle foto che ho fatto, mi servivano per lavoro. Loro due erano lì, tutti presi a lavorare, e alzavano lo sguardo solo ogni tanto per gettare occhiate attente e magari spettegolarne dopo.

Poi ci fu un weekend dalle parti di Viale Ceccarini, legato allo stesso evento, a cui andai quasi per sbaglio. Quello in cui incontrai il tipo che voleva massaggiarmi i piedi sui divanetti, durante la festa notturna (l'ho raccontato proprio qui). Mi ricordo che indossavo il vestito nero di Madonna per HM, che non riuscivo più a stare su quei tacchi sottili, e ho faticato pure ad arrivare al taxi. Anche lì, di giorno, durante la noiosa e disorganizzata inaugurazione, ho raccolto degli scatti. Loro due sono lì, sempre con le mani in movimento, sempre disinteressati a quello che succede intorno. In qualche foto sorridono complici e distanti.

Dopo venne uno degli incarichi più divertenti del 2007, forse il più divertente, nella città del muretto. Due giorni e mezzo intensi, in cui conobbi meglio la collega Sister (che era lì da quasi una settimana e conosceva tutto l'entourage), e nacque un'amicizia. In quell'occasione chiesi aiuto a uno di loro (ma non erano soli, c'erano altri collaboratori), perché dovevo salire sul palco della piazza e volevo essere al meglio. Ricordo che qualcuno mi rimandò al mittente e ci rimasi male. Salii così com'ero, coi capelli arruffati al naturale, e comunque mi piacque da pazzi. Indossavo il mio vestito preferito da sera, quello di Guess, che ho messo anche quest'anno. Nessuno mi fece delle foto e il mio direttore ci rimase male perché voleva pubblicarle. Ma io anche allora li immortalai all'opera, due facce già viste ma assolutamente lontane.

Quest'anno alla festa ci sono andata in veste ufficiale, coinvolgendo la collega bionda e carina. Al mio arrivo la tizia del nostro ufficio stampa mi brancò per un'intervista su Studio Aperto che non andò mai in onda. Avevo addosso la mia nuova tutina in jeans di Zara, quando l'ho comprata ci andavo pazza. Quella volta la fotocamera non la portai, ma ora che ricordo l'agenzia un cd deve avermelo dato. Al party c'era anche Sister, che rinnovò in pubblico tutto l'affetto che provava per me, nonostante negli ultimi mesi ci fossimo frequentate poco. Quando li vide disse che voleva salutarli, ma non sapeva se si ricordavano di lei. Erano un po' nascosti, in un angolo del locale poco trafficato dedicato alla preparazione. Ricordo che mi sono avvicinata perché affascinata dai lo strumenti e dal movimento delle mani. Forse mi sorrisero, forse no. Spinsi Sister a vincere gli scrupoli e andare da loro: si ricordavano benissimo, e mi raccontò che uno dei due l'abbracciò con enfasi, trasmettendo con un affetto sincero. Lei me lo raccontò sorridendo forte, piacevolmente colpita, e ora posso decisamente capire perché.

(continua)

Al volo sul LadyK • 04/09/2008 19:56 •_• commenti (9)
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