Ieri ho visto Mr Big, e non è stata come l'ultima volta: mi ha abbracciata un sacco e mi ha fatto festa, come si dice, in tutta disinvoltura. Niente baci sul collo, però. Ora che sono... sentimentalmente distaccata, mi è sembrato il momento giusto per tirar fuori un certo argomento. Così, al 7° piano della Rinascente, seduti davanti alle guglie del Duomo degustando un muffin alla vaniglia, gli ho chiesto di questa fantomatica fidanzata di cui non parla mai-mai. Esiste, ma è giusto una pseudo fidanzata. Lui rimane attaccato all'idea di quel segno del destino di quasi tre anni fa, ma la storia ora mi sembra cambiata parecchio, anche se il nostro parrucchiere vestito Armani non sembra volerlo affrontare. Non è più affar mio, purtroppo, adesso è tardi, siamo come due vecchi amiconi.
Poi ho visto Laura, l'amica d'infanzia, e non mi è sembrata cambiata per nulla nonostante quello che dice il marito di lei. È una persona con cui adesso non sento feeling, una delle conferme che se smetti di frequentare qualcuno un motivo ci sarà. Eccezioni a parte: oggi è un giorno che rimarrà nella storia, perché conoscerò l'uomo che mi ha portato via una delle migliori amiche (nonché il rapporto più longevo in assoluto), il fidanzato di Giuliana. Non è stata solo lei a pagarne il prezzo, ma anche tutti noi del gruppo.
Si avvicina l'incubo capodanno, senza A. (che è in Sardegna), ma non ho intenzione di farmi mettere sotto pressione, qualcosa troverò. Tanto il 31 fa ancora parte di questo 2008 bisestile. Pensavo che non è stato un anno pessimo, per nulla, ma lo hanno rovinato gli ultimi tre mesi, ed è più facile ricordare quelli, purtroppo.
Auguri!
In Austria è andata bene. Dove "bene" vuol dire che ho mangiato senza pensare alla linea, consumando - tra l'altro - impagabili colazioni a base di briochine con marmellate prodotte in loco, pan con l'uvetta e yogurt alla vaniglia. E sono riuscita ad assaggiare il dolce che rimpiangevo dall'anno scorso (una misteriosa "pagnotta" bianca ricoperta di crema e scaglie di cioccolata, che però mi ha un po' delusa). Mi sono resa utile facendo la copilota, l'interprete e traduttrice in inglese (causa scarsa preparazione del pr), il supporto morale, la compagnia ideale di bagno turco/sauna/relax per la mia compagna di stanza (Marcella, simpatica 26enne appassionata di snowboard che rideva fino al mal di pancia del mio modo un po' cinico di smontare le persone). Non solo: nel mio giorno di libertà ho scoperto il fantastico shopping center di fronte al lussuoso hotel, dove ho sperperato quasi 100 euro in cioccolatini austriaci e trovato la bottiglia di Absolute Vodka Masquerade (che cercavo da più di un mese) lì, semplicemente appoggiata sugli scaffali del supermercato. In breve, mi son goduta la neve (pestandola con i brutti ma comodi moonboot) io che non sono mai salita su uno sci e forse mai lo farò.
Alla mia vita qui non ho pensato poi tanto, e forse le uniche persone a cui sono mancata veramente sono quelle che compiono gli anni oggi. Che poi, quella che all'inizio mi sembrava una coincidenza fighissima adesso appare come una gran fregatura: A. e mia nipote, nati lo stesso giorno (in anni diversi, ovviamente).
Penso al Natale di quest'anno, un po' sottotono. Un Natale in cui l'unica è rallegrarsi di esser tutti più o meno in salute, un Natale in cui pensare ai saldi del 3 gennaio è ancora una cosa divertente (e un "sogno" possibile da realizzare), ma un Natale non spensierato come altri. È il Natale dell'anno della crisi e io, in quanto parte della gente comune, ci sono dentro. I primi mesi del prossimo anno saranno difficili, tutte le preoccupazioni professionali iniziate adesso si presenteranno come nodi al pettine, e allora bisognerà sperare di avere un buon balsamo a portata di mano.
Domattina parto. Vado 4 giorni in altissima montagna, aggratis, con 7 persone (di cui 6 sconosciute, quindi nuove). L'aria buona mi ossigenerà le idee.
Non c'è niente da fare, le mie tattiche funzionano solo a giorni: tentare d'essere conciliante, mostrarsi disponibile, aperta, abbassare il profilo, andare pure a bere il caffé col nemico senza sconfinare nella piaggeria. Ma questa persona è impossibile, irragionevole, schizofrenica, confusionaria, umorale. Mestruato, dicono qui. E così certi giorni che non gli va bene niente e dà input che si contraddicono (quindi ben difficili da seguire) bisogna fare solo ooooooommmmmmmm oooooommmmmm, e ingoiare, ingoiare, ingoiare. Sempre col pensiero che c'è di peggio, certo che però bene non sto.
Ieri ho invitato a cena per A. e un'altra carissima amica; ho fatto peperoni gialli con pollo in agrodolce, frittata con zucchine e strudel. Di strudel ne ho mangiate due fette e mezzo (a che scopo lasciarne lì un pezzettino?). Sapendo di predispormi a facili ironie (causa peperoni), confesso d'aver fatto strani sogni. In uno m'infiltravo a un party-apertivo in un albergo, dove c’erano anche Luca & Paolo (i comici), che poco prima avevo visto dietro un tristissimo banchetto d'un tristissimo mercatino natalizio. Come buffet, camerieri in livrea bianca servivano anche chiacchiere colorate decorate con finti strass, che non sembravano affatto commestibili, ma tant'è: davano un'aria di festa e di ricchezza.
Sto allenando la pazienza. Pazienza, pazienza, pazienza. Ancora di più, sempre di più, verso l'infinito e oltre. Ho pure "perso" 250 euro per averli giocati sulla ruota sbagliata (e io al Lotto non gioco mai). Pazienza.
Venere mi volta le spalle o m'ignora proprio: è scritto in tutti i miei oroscopi da settimane. Per ora non me ne curo. Quanto all'energia di Marte, compressa troppo a lungo, è finita per esplodere al primo punzecchiamento. Ne è nata una feroce discussione con il mio (e non solo) "carnefice", in cui - per debolezza di ruolo e posizione - non ho potuto far altro che soccombere malamente. Nonostante la rabbia. Non credo che il mio sfogo di dignità mi abbia fatto guadagnare alcunché di positivo ai suoi occhi, tantomeno rispetto, anche se tutte le altre mi hanno moralmente e caldamente difeso. Non sono furba, anche per questo non ho mai fatto una gran carriera. A quanto pare, invece, lui lo è (furbo), così si prende tutte le agevolazioni del caso - compresa la possibilità di esporre il suo smisurato ego - e anche la pessima reputazione. Per fortuna, a consolarmi c'è quella piccola e meravigliosa creatura che mi prendeva le mani tra le sue, per scaldarmele, e che sabato faceva scene da pazza ogni volta che mi perdeva di vista al centro commerciale (convincendomi tra l'altro ad andarci con un solo sguardo).

This work is licensed under a Creative Commons License.


LadyK • 28/12/2008 15:05