La mia vita professionale è basata su una continua esercitazione di diplomazia, così faticosa che m'impegna anche più del lavoro stesso. È uno slalom tra caratteri diversi, giochetti, gossip, attacchi di schizofrenia e cambi d'umore, spiate, battute soppresse, cose non dette, cose fatte per ottenere uno scopo. Miglioro ogni giorno di più, ma devo anche difendermi, e per sfogarmi chatto su Skype con la mia rimpianta ex collega. Sono chiusa in una bolla, da cui mio malgrado ho dovuto lasciar fuori qualcuno, e ora (forse) tenterò di recuperare. Nel frattempo, lo stipendio di dicembre si è magicamente trasformato in una serie di scontrini e capi nell'armadio, probabilmente nel tentativo di "coprire" la scontentezza interna. Finite le spese dei saldi (credo), ora inizio a vedere sulle riviste quella moda così diversa dallo scorso anno che già da ora si può trovare (nella sua pallida ma dignitosa imitazione) da Zara. Quei pantaloni morbidi e alti in vita, le giacche lunghe, i cappelli, l'avorio, il pitone, l'oro, le frange... E i jeans sbiaditi e strappati dopo anni di sobrie tinte unite? Mah. L'istinto sarebbe ricominciare da capo: come fermarsi? Andando in palestra di sabato pomeriggio invece che in giro per negozi, per esempio. Oppure lasciando a casa il bancomat, ma così mi sentirei davvero persa, un'aliena. Già faccio sogni strani in cui sta per arrivare la fine del mondo e quindi ne approfitto per saltare addosso senza ritegno a Mr Big, e cose così. La mia psiche non è stabile, pure i foruncoli pre-ciclo sono impazziti e arrivano fuori tempo. D'altra parte il futuro è in movimento ed è vietato farsi seminare. Piuttosto, meglio precederlo e prendersi un vantaggio.
Mica le ho ancora trovate, le nuove-appaganti-passioni. Però ci sono sempre quelle vecchie, che non sono poche, e meriterebbero una rispolverata. Per esempio il cibo: dovrei stare a dieta, ma ho una gran voglia di diventare una cuoca provetta, almeno per quanto riguarda torte & simili. Vorrei che mia nipote, quando non avrò più l'età per giocare con lei, avesse qualcosa per cui venirmi a trovare e decantare le mie lodi.
E poi basta lamentarsi come una rockstar d'altri tempi, dimenticata e surclassata da una boyband. Ho avuto un anno di gloria, poi mi son trovata controvento e l'aria puzza un po', ma può girare ancora a mio favore. Le cose cambiano e cambiano ancora. È vero che c'è la crisi. No, non quella mondiale, quella dei quaranta. Che però arriva dopo i 41, ormai ve lo posso garantire. Quando cominci a chiederti se hai investito sulle cose giuste, se hai sbagliato a non investire su quelle a cui puntano tutti, se riuscirai ad andare avanti ancora anni così e se è giusto farlo. Quando cominci a chiederti cos'hai in mano. Cos'hai fatto, e cos'altro potresti fare. Perché c'è ancora mezza vita da percorrere, e non puoi aver già finito le idee, il coraggio, le energie. Un po' più stanca sono senz'altro, ma è troppo presto per mollare. Troppissimo presto. Ne devi avere di risorse, per arrivare al traguardo.
Tralascio il paragrafo sui segni indelebili dell'età. Vi dico solo che sono solidale alle donne di mezza età (sì, mi porto un po' avanti col lavoro), e - dopo avere inorridito sorridendo - sono vicina a Madonna in casi come questo. Poi vabbeh, si spera sempre di arrivarci meglio. (to be continued, per forza)
In cerca di nuove, appaganti passioni.
Questo 2009 ha una grande responsabilità, come un fratello minore che deve eguagliare le gesta del primogenito. Alla fine del 2007 mi è stato concesso il lavoro che desideravo, e la cosa più somigliante a un fidanzato che abbia avuto da anni a questa parte. Purtroppo non mi ha lasciato nemmeno il più vago senso di completezza, ma è stata un'esperienza che ancora oggi racconto per divertire i commensali. Il lavoro invece, fino alla fine di agosto 2008, è andato a gonfie vele: divertimento, nuove attività, vita mondana, apparizioni in tv, entusiasmo... Anche tanta routine, sì, però stavo inseguendo e perseguendo il mio scopo. Settembre è stato traumatico, ottobre sofferente, novembre angosciante, dicembre strascicato. L'anno scorso ha segnato delle tappe. Ora tutto quello che ho fatto mi sembra congelato lì, senza un seguito naturale, come un episodio isolato. Gli ultimi mesi mi hanno lasciato stanca e delusa. Me la sono sempre cavata al meglio in proporzione alle risorse e alle forze che ho deciso d'investire. Adesso mi ritrovo un po' scoraggiata, senza quella voglia di rimboccarmi le maniche che dovrebbe caratterizzare un inizio d'anno. Non ho buoni propositi, però forse dovrei avere almeno progetti. È tempo buttato, senza progetti? Se lo chiede una che non ha mai amato farli. Il problema sono le speranze: poche e deboli. Ecco cosa manca al debutto del 2009. La possibilità di pensare "magari andrà ancora meglio". Forse passerà. Magari è colpa del ciclo mestruale, del periodo di letargo che mi sono concessa e goduta, dell'inverno, di quello che di negativo si dice là fuori. Del fatto che c'è sempre tutto da fare, tutto da decidere, che non si finisce mai. Forse. È come se indossassi una maschera in pesante silicone, una maschera con i miei tratti somatici, sì, ma spenta e rugosa, che m'impedisce di riconoscermi del tutto. Una maschera da vecchia.

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LadyK • 28/01/2009 13:55