Mi seu coiada
Vogue Fashion Night Out: una notte in cui protagonisti dovevano essere i negozi (e il loro contenuto), invece (nella mia notte) sono state le persone. Ma prima del quadrilatero della moda eccoci al Diana, dove Moccia presentava il suo ultimo libro (!), “Scusa ma ti voglio sposare”, e il giardino esterno era allestito a nozze. Così io e A. (come da imprevedibili previsioni della cartomante lo scorso anno) ci siamo “sposati”, brindato, fatto foto, ritirato bomboniere e dichiarazione d’intenti su cartoncino anticato. Abbiamo approfittato del buffet e del banco bar, e poi via per uno pseudo viaggio di nozze in Montenapo. Dove mi aspettava Giò (vedi sotto) con una preannunciata sorpresa. Mi ha preso per mano e condotta davanti all’Armani café, ed eccola lì la mia sorpresa: il fu Mr Big, tutto in ghingheri e un po’ risentito di non aver ricevuto l’invito direttamente da me. Che dire, è solo l’inizio della mia piccola - involontaria - vendetta. Vogue, come il negozio che il tizio di cui sopra doveva aprire vicino a Milano l’anno scorso. Out, come in e out dai negozi, o per strada, tra la gente spesso bella altre volte buffa, comunque stra-infighettata, modelle e modelli, etero e gay, con sacchetti griffati e non, una giostra di luci e colori, un palcoscenico. Fashion, come me che col vestito di Zara (pagato in stra-saldo 6 euro e 99) mi sentivo una regina, ricoperta di attenzioni e contesa da tre-uomini-tre, e A. che diceva “stasera hai il fascino della Cardinale”, e un amico suo che mi presentava commessi bellocci e sorridenti di cui non ricordo i nomi. E giù un altro bicchiere di bianco, dentro e fuori da negozi griffati (in cui di solito mi fermo alla vetrina), distrattamente, con quella spensieratezza che non provavo da un po’. La foto con la Lady Dior (ma che bella quella pitonata!), i gilet da 400 euro di DSquared, gli strass che mi fanno sempre girare la testa in tutti i sensi. Finire la Night seduti sui gradini del Duomo, in quattro, davanti al tabellone luminoso ipnotizzante, cercando una scusa (io) per non andare al lavoro il giorno dopo. Quello che parte (mio “marito”) stringe la mano a quello che arriverà (colui che mi ha detto “Sì, ma domani divorzi, vero?”). A.A.A., successore di Mr Big cercasi.

Al volo sul LadyK • 11/09/2009 17:07 •_• commenti (3)

Sogni strani a pochi metri dal mare di Tropea, con una vista spettacolare che col sereno si vedeva lo Stromboli. Sì, volendo possiamo dare la colpa alla cipolla e all'nduja. O il merito: come quando ho sognato che ero l'unica a poter tirar fuori dai guai Josh Holloway (il biondo di Lost) e Luca Argentero. Così loro facevano a gara per farsi salvare, e a un certo punto Josh mi prende da parte e mi dice "Scegli me. Non te ne pentirai".
Relax, due libri, sole, sabbia, pochissimo shopping (meglio così), ottimo cibo, 10 giorni senza cellulare (almeno quello ufficiale, scordato sul tavolo). Nient'altro da dichiarare. Prima: tre giorni a Milano con la solita atmosfera surreale d'agosto.
E purtroppo, la solita atmosfera surreale (a volte pure quasi drammatica) mi aspettava in ufficio, uguale uguale, né peggio né meglio di prima. Ogni tattica funziona solo esternamente, serve (a volte) a mascherare la frustrazione ma non a evitarla. Anzi. A volte mi vien da dire: massì, a questo punto sparatemi, che ci sto a fare qui?
Buona notizia del lunedì: uno dei due hair stylist conosciuti alla memorabile settimana di Alassio di un anno fa, da gennaio verrà a vivere a Milano. No, non quello che mi piaceva (e che è stato una delusione), l'altro. Pure più carino. Ma pure più giovane.
Comunque, ora son qui che guardo voli Milano-Alghero, e scopro che un weekend molto lungo mi costa meno di un paio di zeppe, se prenotato per tempo. Perché il trasferimento di A. è imminente.
E verrà il momento in cui dovrò smetterla di sopportare, e tentare l'intentato per uscire da tutto questo.

Al volo sul LadyK • 01/09/2009 18:36 •_• commenti (8)
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